GARY SPEED/ Una morte velata dal mistero

di Maria Ciavotta

Gary Speed, allenatore della nazionale gallese di calcio, è’ stato trovato morto nella sua casa di Huntington, Cheshire, impiccato ad una corda. 42 anni, Speed lascia la moglie Louise e i due figli, Edward e Thomas (14 e 13 anni). Ma di questa morte, velata dal mistero, nessuno sa darsi una spiegazione.

A dare la notizia è stata proprio la Faw, la Federcalcio gallese. Era una domenica mattina come tante, quella del 27gary-speed-galles-111127144935_medium novembre in casa Speed. Il giorno primo Gary aveva scherzato con Alan Shearer alla BBC commentando la partita di Premier dello Stoke. I due erano molto amici, tant’è che proprio dopo la trasmissione avevano ricordato le vacanze estive passate insieme, e stavano progettando le prossime in Portogallo. Dopo il lavoro, l’ora del te: l’incontro con l’amico e manager Hayden Evans. Come al solito avevano parlato del più e del meno, e Gary non aveva lasciato trapelare nessun sentore negativo, nessun malumore. Andava tutto bene, come sempre e nulla lasciava presagire a ciò che di lì a poche ore sarebbe successo. Poi, domenica mattina, la tragedia. La polizia del Cheshire, che ha rinvenuto il corpo del tecnico gallese alle 7.08 nel garage della sua abitazione, ha subito precisato di averlo trovato impiccato e “senza che siano state verificate circostanze sospette”. Di fatto si è trattato di suicidio, un suicidio senza un perché. Secondo gli amici più stretti, Gary non era certo depresso. Aveva un matrimonio felice, e stava anche ottenendo degli ottimi risultati come allenatore della Nazionale gallese. In carica dal dicembre 2010, con la vittoria conquistata inizio mese sulla Norvegia in amichevole, Speed aveva centrato il terza successo di fila per il suo Galles (cosa che non accadeva dal 2008), il quinto in 10 partite da quando era ct. Davvero un ottimo inizio, visto e considerato il fatto che Gary era soltanto alla sua seconda esperienza da allenatore dopo una breve parentesi nella squadra con cui nel 2010 ha chiuso la carriera da giocatore: lo Sheffield United.

I primi passi da calciatore professionista Speed li muove nel Leeds United. Con la maglia dei bianco gialli colleziona fra il ’91 e il ’96 199 presenze arricchite da 38 gol, togliendosi pure la soddisfazione di portare a casa un campionato e una supercoppa Inglese.  Nell’estate del 1996 si trasferisce a Liverpool sponda Everton, dove rimane fino al gennaio ’98 quando viene acquistato da Newcastle di Alan Sheare. Quella con l’Everton resta comunque una buona esperienza per Speed, visto che con la maglia dei “Toffes” gioca 65 partite segando 18 gol. Rimane al St James’ Park per sei stagioni e mezzo, levandosi lo sfizio di giocare la Champions League.  Con i bianconeri colleziona 286 presenze realizzando 40 gol. Nell’estate del 2004 il Newcastle decide di non servirsi più delle prestazioni di Speed; Il giocatore in un primo momento pensa al ritiro, ma la chiamata di  Sam Allardyce, tecnico del Bolton gli fa cambiare idea. E Speed, a 35 anni suonati riesce a dare un grande contributo anche ai Trotters, con i quali colleziona 119 presenze segnando 14 reti. Inoltre l’8 dicembre 2007 gioca in Bolton-West Ham 4-0 la sua partita numero 500 nella Premier League, diventando il primo giocatore a riuscire nell’impresa. Nel gennaio 2008 passa in prestito allo Sheffield United, squadra di Championship, dove finisce la carriera ritirandosi dal calcio nel giugno del 2010. Ma oltre ad aver avuto una brillante carriera in squadre di club, Gary è stato una vera e propria bandiera del Galles. Infatti, Oltre ad aver detenuto il record di presenze in Premier League (ora superato da Giggs e James), ha anche quello di presenze con la nazionale gallese, con la quale fra il ‘90 e il 2004 ha disputato 85 partite realizzando 7 reti.

La notizia della sua morte ha scioccato l’intero mondo del calcio britannico, tant’è che stando a quello che ha raccontato il Daily Express, nelle ore immediatamente successive alla morte cinque campioni (protetti da anonimato) si sarebbero rivolti con telefonate ed email d’aiuto, affermando di sentirsi depressi, alla Sporting Chance Clinic di Tony Adams. Insomma la morte di Speed a quanto pare resterà a lungo un mistero, e spetterà proprio all’inchiesta scattata lunedì confermare che si tratti di “semplice suicidio”. Nel frattempo Luoise cerca di andare avanti pensando come organizzare i funerali del marito: in un primo momento aveva ipotizzato ad una cerimonia intima, ma le migliaia di condoglianze che continuano ad arrivare a casa Speed, stanno convincendo i parenti “celebrare” la morte con una funzione pubblica.

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