EUROPA LEAGUE/ La favola delle piccole che vogliono diventare grandi.

di Maria Ciavotta

Dal Paok Salonicco al Matalist Charkiv, dallo Standard Liegi al Vaslui, passando per Stoke City: la carica delle piccole squadre alla conquista dell’Europa “B”.

Se la Champions League di solito di sorprese ne concede con il contagocce, in Europa League le favole e letottenham-paokstorie da mille e una notte sono all’ordine del giorno. Con gli anni, la coppa che fino a 40 anni fa chiamavamo Coppa delle Fiere, è stata più volte ridisegnata e riqualificata, passando da essere la competizione per chi arrivava secondo nel suo campionato, a “la coppetta di consolazione” per chi non era riuscito nemmeno a raggiungere i preliminari di Champions League. La formula del trofeo è cambiata spesso e volentieri, e la nuova riforma delle coppe europee voluta nel 2009 da Michel Platini ha mutato ulteriormente il format della competizione.

L’ex campionissimo juventino ha cercato di ridare splendore ad una coppa che negli anni aveva perso gran parte del suo fascino, a causa di alcune squadre medio-piccole che andavano a giocarsi le partite imbottiti di riserve finendo per essere eliminate anzitempo e contro pronostico, snobbando così l’Europa che fino un paio di decenni prima avrebbero potuto vedere soltanto in tv. A dire il vero questa è più che altro una cultura tutta italiana, fortunatamente poco seguita all’estero, visto nella scorse due stagioni le favole sono state rappresentate da Fulham e Braga, poi sconfitte nella finalissima rispettivamente da Atletico Madrid e Porto.

 Favole appunto. Come quella del Paok Salonicco, squadra allenata dal romeno Laszlo Boloni, che i meno giovani ricorderanno come uno dei giocatori della Steaua Bucarest a sbagliare il calcio di rigore nella finale di Coppa dei Campioni del 1986 contro il Barcellona, trofeo comunque vinto dai romeni grazie alle prodezze del portiere Duckadam. Quando il presidente dei greci Zagorakis, il 26  agosto a Monaco prese atto dell’esito del sorteggio, forse si sarà sentito come la vittima sacrificale insieme allo Shamrock Rovers, dove Tottenham e Rubin Kazan l’avrebbero fatta da padrone. Oggi, dopo la quinta giornata, si ritrova ancora imbattuto e primo nel girone, avendo ottenuto risultati di spessore come il pareggio per 2-2 in Russia, e la vittoria, proprio nell’ultimo turno, 2-1 a White Hart Lane contro gli inglesi.

 Passando al gruppo G, l’altra grande sorpresa della stagione è il Metalist Charkiv, squadra della metropoli ucraina che fu capitale della repubblica socialista sovietica ucraina dal 1917 al 1934. Se la città rappresenta uno dei capisaldi della storia Ucraina, tutt’altra graduatoria merita la squadra di calcio, che in ben 96 anni di storia ha raccolto solo una Coppa Sovietica nel 1988. Ma l’ingresso nel 2005 di un nuovo gruppo societario che intende portare il Metalist ai livelli di Dinamo Kiev e Shakhtar Donetsk, sta cambiando rapidamente le cose, tant’è che la squadra allenata da Markevich nelle 5 gare disputate finora ha ottenuto 4 vittorie ed un pareggio, raggiungendo la qualificazione al turno successivo con una giornata di anticipo. Certo, il girone degli ucraini, con Austria Vienna, Malmoe e Az Alkmaar non era certo impegnativo come quello dei colleghi greci, ma per una squadra che nella sua storia ha registrato una partecipazione alla Coppa delle Coppe ed appena due alla Coppa Uefa/Europa League non è poco.

 Negli altri gironi non sorprende più di tanto il cammino dello Standard Liegi, gloriosa società belga dieci volte campione nazionale. La formazione allenata da Josè Riga, ha già ottenuto l’accesso alla fase ad eliminazione diretta come prima classificata con una giornata d’anticipo, restando imbattuta con 3 vittorie e 2 pareggi. Stesso identico ruolo è quello ottenuto dallo Stoke City, che domina il gruppo E tenendosi alle spalle squadre come Besiktas, Dinamo Kiev e Maccabi Tel Aviv. Un grandissimo risultato per i Potters, che dopo il 13° posto della scorsa stagione, hanno l’accesso all’Europa League grazie alla finale di Coppa d’Inghilterra giocata e persa contro il Manchester di City di Roberto Mancini e Mario Balotelli.

 Passando alle italiane, buono il cammino dell’Udinese, che dopo il pareggio a Rennes nell’ultimo turno, si potrà accontentare dell’identico risultato nell’incontro che chiuderà del girone contro il Celtic Glasgow allo stadio Friuli. Si è invece complicato il cammino della Lazio, che paga il doppio pareggio ottenuto contro la matricola romena Vaslui, capace di fermare i bianco celesti 2-2 a Roma e 0-0 nel turno giocato allo Stadio Municipal di Vaslui. Nell’ultima partita del girone, la Lazio di Eddy Reja dovrà battere lo Sporting Lisbona già matematicamente qualificato come primo, e sperare che lo Zurigo, con un atto di puro orgoglio, fermi i romeni dell’ex “italiano” Adailton almeno sul pareggio.

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