ESULTANZE CALCIO/ Le più belle, le più strane, le più copiate: quando un goal diventa leggenda

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Ci siamo. Lunedì si giocherà Milan – Napoli. Prima contro seconda, “el Partido”. Due squadre che stanno sbaragliando la concorrenza a colpi di vittorie e a colpi di balletti, che vengono fatti dopo ogni gol segnato, a segno di una compattezza e del fatto che le due squadre si divertono. Ma c’è chi ha lasciato il segno nella storia delle esultanze…

 

Al Milan si sa che con tanti brasiliani il ballo è inevitabile e così succede che dopo ogni gol segnato da Robinho, chiama a sé tutti i suoi connazionali per ballare insieme. Pato dopo il gol segnato a Verona che ha regalato la vittoria ai suoi ha messo da parte l’esultanza con le pistole ma ha deciso di mostrare i muscoli, mentre la sera Zuniga ha segnato il gol vittoria contro il Catania, andando con tutti i compagni a ballare sotto la curva. Qualche domenica fa Lavezzi per festeggiare un gol segnato contro il Bari decise di andare a simulare di schiaffeggiare la bandierina del calcio d’angolo. I giocatori, infatti, non si sfidano solo a colpi di gol, ma ognuno cerca la propria esultanza, il proprio modo di scaricare l’adrenalina che ti dà il gol.

Anche i ragazzi dell’Udinese che, infatti, sta volando, si radunano dopo ogni gol per ballare tutti insieme e dare vita a delle vere e proprie scenette. Ma la storia del calcio è piena di esultanze particolari e stravaganti, alcune potevano anche sembrare eccessive, come quando in una partita del Livorno, Cristiano Lucarelli dopo un gol per festeggiare fece finta di fare l’amore con il campo, non proprio una scenetta per bambini. Oppure durante una partita di Premier League, Robby Fowler, giocatore del Liverpool, per esultare decise di simulare il gesto di una sniffata andando a mettere le narici sulla linea di bordo campo. Eto’ò, l’uomo che una volta disse “corro come un nero per guadagnare come un bianco”, dopo ogni gol va da Materazzi in panchina e simula la danza della scimmia.

Un modo ironico e intelligente per dare uno schiaffo morale a tutti quelli che gli dedicano, ma non solo a lui, i buu razzisti. Un altro giocatore divenuto famoso per le sue esultanze è Peter Crouch, che ha ballato la robodance su numerosi campi della Premier. Un’altra squadra che ballava molto e vinceva molto era la Lazio di Eriksson, che dopo ogni gol soprattutto con Corradi e Claudio Lopez davano vita a balletti al ritmo di Asereje, una famosa canzone di allora. Altro grande ballerino era l’Henry che giocava nell’Arsenal, oltre che uno dei più grandi attaccanti che la Premier abbia mai visto. Dopo è andato a Barcellona e ha perso la voglia di ballare… ma i maestri di tutte le danze sono ovviamente le squadre africane che non perdono mai la voglia di ballare prima durante e dopo le partite a prescindere dal risultato.

Maestra in questo era sicuramente la squadra del Senegal che trasformava ogni sua partita in una festa. Ma quando si tratta di esultanze c’è né per tutti i gusti. Ricordate il grande Batistuta, ad ogni gol festeggiava con la sua mitraglietta o Montella, da poco diventato allenatore della Roma, che con il suo aereo planino ha planato per anni e anni su ogni campo a suon di gol, o la meteora Van Der Meyde, passato brevemente all’Inter e mai rimpianto, forse l’unica cosa bella era la sua esultanza dove simulava di imbracciare un fucile e sparare.

Altra esultanza che ha fatto storia era quella di Bresciano, l’unico giocatore al mondo che dopo un’esultanza invece di correre ed esultare come un forsennato rimaneva immobile e piantato lì simulando una statua. Ci vuole un grande autocontrollo per fare una cosa del genere. Vucinic rientra in quei giocatori che si sono visti censurare la propria esultanza. Quando era a Lecce, infatti, aveva deciso di adottare il gesto di un famoso wrestler per festeggiare i propri gol. Venne censurato perché considerato inadatto. Stranezze del calcio.

Ci sono i giocatori che per festeggiare danno sfoggio della propria elasticità come Oba Oba Martins, Nani e Klose che festeggiano facendo capriole e piroette.  

Dijbril Cissé è sempre stato un giocatore eclettico, ma ora che milita nel Marsiglia festeggia i propri gol mimando una partita a carte con i propri compagni. Ma non sono solo i giocatori ad esultare. Ci sono, infatti, anche gli allenatori.

Ricordate la famosa corsa sotto la curva in un Atalanta – Brescia di Carletto Mazzone, o le grandi esultanze di Malesani che si faceva tutta la pista d’atletica per festeggiare le vittorie della propria squadra ed ovviamente non poteva mancare Josè Mourinho, il quale andava sotto la curva ad abbracciare i propri giocatori.

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