COPPA AMERICA 2011/ Finale: tutte le curiosità su Uruguay e Paraguay

Mentre le squadre di serie A sono già in ritiro a preparare la prossima stagione, dall’altra parte del continente siamo arrivati all’ultimo atto della Coppa America. In finale si affronteranno due squadre che hanno avuto un cammino completamente diverso. Ecco tutte le curiosità sulle due finaliste, Uruguay e Paraguay.

di Federico Succi

uruguay-paraguay_finale_coppa_america_2011Una, l’Uruguay, che nel proprio girone si è qualificata seconda alle spalle del Cile, guidato dalle stelline Sanchez, in procinto di passare al Barça, e Vidal, le cui prodezze potremo osservare da vicino, visto il suo passaggio alla Juventus. L’altra, il Paraguay, è invece una ripescata come migliore terza nel girone del Brasile. Ci sono delle curiosità su questa squadra.

Intanto il Paraguay è arrivata in finale senza aver vinto nemmeno una partita sul campo in tutta la manifestazione: girone chiuso a tre punti e con una differenza reti pari. Nei quarti ha affrontato ed eliminato il Brasile, rivale con cui aveva già pareggiato per 2-2 nel girone, grazie alle prodezze del portiere Justo Villar, che militava nelle fila della Real Sociedad e che da pochi giorni sì è trasferito nell’Estudiantes.

E il fatto che il Paraguay sia arrivato in finale senza vincere nemmeno una partita rappresenta un record. Anche l’Uruguay rischia di batterne uno: qualora l’albiceleste dovesse trionfare arriverebbe al suo quindicesimo trionfo, il che le consente di staccare la nazionale argentina con cui condivide il primato di trofei vinti.

In semifinale il Paraguay si è imposto sull’altra sorpresa del torneo, il Venezuela, grazie ancora ai miracoli del proprio portiere e soprattutto grazie ai pali e traverse colpiti dai venezuelani: come farsi sputare il pallone dalla porta e non capirne il perchè.

Mentre l’Uruguay, nonostante l’infortunio di Cavani, ha battuto in maniera secca e convincente il Perù di Vargas, per due reti a zero. In Uruguay, la finale, veniva posto come obiettivo minimo dopo il gran mondiale giocato e chiuso al quarto posto. Sembra avere trovato una nazionale con i giusti equilibri, grazie anche alla sapiente guida del “maestro” Tabarez, ricordato per una parentesi in Italia, prima sulla panchina del Cagliari – condotto ad un ottimo nono posto – e poi per la breve e sfortunata parentesi sulla panchina del Milan: esonerato dopo soli tre mesi.

Di solito si dice che nessuno è profeta in patria ma Tabarez sta smentendo tutti con i risultati e con la brillante organizzazione tattica che dimostra l’albiceleste. Addirittura riesce anche a far cambiare pelle alla propria nazionale, come dimostra il cambio tattico in semifinale, passando ad una difesa a tre, modo per infoltire il centrocampo e limitare il possesso palla peruviano; o come dimostra il fatto che, nonostante la perdita di Cavani, giocatore importantissimo per qualsiasi squadra, sia riuscita ad andare avanti non perdendo in brillantezza, segno di grande armonia all’interno del gruppo.

Invece il Paraguay è guidato da un argentino, Gerardo Martino. Da giocatore era sopranominato “el tata” ed in un sondaggio venne scelto come miglior giocatore nella storia dei Newell’s Old Boys. Da allenatore non ha ottenuto lo stesso successo, ma si è comunque fatto valere. I suoi maggiori risultati, neanche a farlo apposta, li ha ottenuti in Paraguay, dove ha conquistato i tornei di Apertura e Clausura nel 2002 e quello di Apertura del 2003 alla guida del Libertad.

Nel 2004 conquista ancora una volta entrambi i campionati, questa volta alla guida del Cerro Porteno, club di Asuncion. Visti e considerati e risultati ottenuti la Federazione Paraguaiana decide di portarlo alla guida della Nazionale maggiore, con cui si guadagna l’accesso ai mondiali 2010. Seppur eliminato ai quarti di finale, anche lì dimostrò una certa solidità, vincendo una partita, pareggiandone tre e perdendone una. Bottino: due gol fatti, tre subiti.

Siamo di fronte ad una finale che vedrà in campo due squadre diametralmente opposte.

Una che punta sulla difesa, il Paraguay, l’altra su un calcio molto offensivo, l’Uruguay. Staremo a vedere chi avrà ragione ma soprattutto occhio ad arrivare ai calci di rigore: lì il Paraguay sembra proprio imbattibile.

 

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