CHAMPIONS LEAGUE/ Il tenero Leonardo, il prode Josè e quel triplete dimenticato

E così per l’ennesima settimana ci troviamo a commentare l’ennesima eliminazione di un’italiana dalle coppe. E per l’ennesimo anno ci troviamo costretti a fare da spettatori a squadre provenienti dai maggiori campionati europei, tranne il nostro. Leonardo, ieri sera, mentre era a bordo campo che cercava di spronare comunque i suoi, faceva quasi tenerezza.

di Federico Succi

jose-mourinho-e-leonardoL’andata gli è costata cara, contro una squadra che peraltro in Bundesliga occupa un modesto nono posto. I neroazzurri sono riusciti nell’impresa, perché di tale si tratta, di prendere 5 gol in casa propria, e riuscendo a passare in vantaggio. E la cosa bella è che Leonardo, al termine del derby, giocato e perso qualche giorno prima, aveva dichiarato in sala stampa che il gol preso a freddo gli aveva tagliato le gambe. E allora mi chiedo, perché a loro sì ed allo Schalke no?

A volte il calcio è proprio una scienza strana, sembra stare lì pronto a stanarti al primo errore. Mentre ieri sera, nonostante le dichiarazioni dei giocatori, l’Inter era andata in Germania già consapevole dell’impossibilità dell’impresa anzi, probabilmente se avessero potuto, si sarebbero risparmiati la fatica del viaggio. Capitan Zanetti, a fine partita ha dichiarato che loro hanno fatto tutto il possibile. Fa bene a metterci la faccia in un momento così, ma sappiamo tutti, loro compresi, che non sono vere quelle parole. In alcuni casi è meglio tacere. Probabilmente l’andata dei quarti con lo Schalke ha segnato il punto più basso della stagione interista, visto che veniva dopo il derby che sanciva un allontanamento, seppur non definitivo, dallo scudetto.

Ma in generale la stagione interista non è stata niente di che. Con lo squadrone che si ritrovano e con le vittorie che hanno sancito la maturità del gruppo tutti pensavano che l’Inter avrebbe provato a ripetere gli sfracelli dell’anno scorso. Ma non ci è nemmeno andata vicino. Ora si parla di rifondazione. Mah! Si parla di età media della squadra troppo alta. Ma come? C’è qualcosa che mi sfugge. Sono o non sono quelli che l’anno scorso hanno fatto il triplete? Possibile che si siano scordato come si gioca nel giro di un anno? O è possibile che siano dei bambinoni che hanno bisogno del Mourinho di turno che sposta la pressione dai giocatori all’allenatore?

All’inizio c’era Benitez e le cose non andavano. Lo hanno esonerato dopo l’Intercontinentale, e dopo poco tempo una persona onesta ed intelligente come Eto’o ha dichiarato che con lo spagnolo in panchina i ragazzi non avevano dato tutto. Ce n’eravamo accorti anche noi, comunque grazie per la precisazione. Arriva Leonardo che si porta dietro una pressione mediatica enorme perché arriva dal Milan e perché vuole prendersi una rivincita sui rossoneri. Forse il suo desiderio di rivalsa è più grande del desiderio di allenare l’Inter e ciò lo acceca in qualche modo. In campionato l’Inter inizia a risalire la china pur non dando quell’impressione di corazzata che dava l’anno scorso. Possibile che il segreto dell’Inter del triplete era solo Josè?

Quest’anno la campagna europea dell’Inter è stata un disastro. 21 gol presi in 10 partite sono un’enormità, considerando che solo l’anno scorso arrivare a tirare nella loro porta era già un successo. Il Totthenam è un esempio lampante del livello del nostro calcio seppur ce ne fosse ancora bisogno. Strapazza l’Inter nel girone, elimina il Milan agli ottavi e prende 4 pappe dal Real all’andata ed al ritorno Gomes dimostra tutta la sua abilità tra i pali. Vedendo il Real, si capisce perché Josè riesce a vincere. Ozil perde palla ed insegue il proprio avversario fino a quando non gli riesce a strappare la palla, tutti sono pronti darsi una mano. Ed inoltre dispone dei campioni giusti per vincere le partite.

Come diceva Sacchi “non ci sono solisti in un’orchestra”, Mourinho sembra aver capito alla perfezione questo meccanismo ed ora si ritrova per l’ennesimo anno in semifinale. Stavolta contro i super rivali del Barça. Sarà scontro totale, oltre che per lo scudetto si batteranno anche per l’accesso alla finale di Champions e per la coppa di Spagna. Conoscendo l’orgoglioso Mou, vorrà di certo vendicare l’onta della “manita” subita in campionato. Mentre, dall’altra parte l’eterno Ferguson sfiderà con il suo Manchester Utd. proprio lo Schalke. Mettiamoci comodi in poltrona e godiamoci lo spettacolo.

 

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