CALCIOSCOMMESSE 2011/ Niente Doni sotto l’albero, solo un pallone sgonfio..

di Maria Ciavotta

Dopo il capitolo estivo, ecco la seconda parte dell’indagine sul calcio scommesse avviata dalla Procura di Cremona, soprannominata Last Bet e partita il primo giugno scorso. Nuovi arresti, nuove rivelazioni e nuovi indiziati: in attesa di altri processi, tutto quello che c’è da sapere sull’ultimo scandalo del calcio italiano.

Cristiano_Doni_ex_capitano_dellAtalanta_principale_imputatoGiugno 2011. Un’altra stagione di grande calcio giunge al termine. Un’annata indimenticabile, fatta di gioie e  dolori, di soddisfazioni e di pianti, ma non poi così diversa da quelle precedente, o da quella prima ancora. Già perché in fondo poco importa il colore della maglia o della bandiera, ciò che conta è la passione per lo sport che forse più di ogni altra cosa accomuna tutti gli italiani. Sì perché non c’è niente di più bello che condividere le emozioni che regala il calcio con gli affetti e le persone più care, con gli amici e i conoscenti, o più semplicemente con qualsiasi tifoso abbia la tua stessa fede. Adesso però il campionato è finito, la Champions League pure, così come i campionati stranieri e l’Europa League. Adesso la cosa che accomuna il tifoso medio è la tristezza per non sapere più cosa fare la domenica pomeriggio, di cosa parlare il lunedì mattina a lavoro, di non poter consegnare più la formazione del fantacalcio. Unica consolazione? Un calda estate per trascorrere le vacanze, intrattenendosi con le notizie di mercato, che comunque resterà chiuso fino al primo di luglio. Tutto qui? Neanche per idea.

Per l’ennesima volta, la stagione estiva resterà indigesta ai tifosi italiani, anche se forse molti di loro ci hanno fatto l’abitudine. Sì perché nonostante i 31 anni di distanza lo scandalo scommesse del 1980 resta un ricordo difficile da cancellare.  Oppure perché il trionfo mondiale di Berlino 2006 della nazionale azzurra, solo in parte aveva oscurato gli inquietanti retroscena di Calciopoli. Per l’ennesima volta a tenere banco sono le notizie che arrivano dalle Procure Federali, di indagini, di arresti, di deferimenti e di processi.

Il primo giugno 2011 scattano le manette per 16 persone, e altre 28 finiscono nel libro degli indagati. L’accusa è di aver preso contatti con alcuni calciatori per alterare i risultati delle partite, per poi scommettere attraverso siti internet fino a centinaia di migliaia di euro. L’inchiesta, denominata Last Bet e condotta dalla squadra mobile di Cremona, era partita circa sei mesi prima, con la denuncia del dg della Cremonese Sandro Turotti, a seguito di un episodio anomalo. Il 14 novembre 2010, durante la gara di Lega Pro Cremonese-Paganese, alcuni giocatori della squadra di casa accusano uno stato confusionale. Addirittura il difensore Gervasoni rimane vittima di un incidente stradale mentre tornava a casa al termine dell’incontro. Dalle analisi emerge la presenza di Lormetazepam, ansiolitico assumibile tramite tè o acqua. Nei mesi l’indagine frutta 50mila intercettazioni, e gli inquirenti stringono intorno a Marco Paoloni (portiere della Cremonese ed indiziato principale per l’adulterazione delle bevande dei compagni di squadra) e altri individui, i possibili sospetti di una vera e propria organizzazione criminale, improntata all’alterazione degli incontri e finalizzata alla scommessa di ingenti somme  di denaro. Fra i nomi più noti spiccano quelli di Cristiano Doni, Stefano Bettarini e Giuseppe Signori. Al termine dell’indagine sportiva condotta dal procuratore Palazzi, la Federcalcio deferisce 26 tesserati e 18 società, con accuse che spaziano dall’illecito sportivo alla semplice violazione del divieto di scommessa per i tesserati.

Ad agosto si svolgono i processi di primo e di secondo grado,  gli organi della Figc accolgono le accuse proposte da Palazzi, sanzionando pesanti squalifiche per molti tesserati ritenuti colpevoli di illecito sportivo (3 anni e 6 messi per Doni, 5 anni per Signori, 5 anni per Paoloni), e diversi punti di penalizzazione per le società ritenute responsabili a livello oggettivo o presunto (6 punti per Atalanta, Ascoli e Cremonese). Due società (Alessandria e Ravenna), vengono ritenute direttamente responsabili e retrocesse di categoria.

Dicembre 2011. Dopo più di 6 mesi dall’inizio dell’inchiesta denominata Last Bet, che aveva portato all’arresto di 16 persone, si ricomincia. Che ci sarebbe stato un secondo livello, era stato annunciato da tempo. La giustizia ordinaria, che ha un corso molto più lungo di quella sportiva (giunta infatti al secondo grado di giudizio già emesso) è la protagonista principale di questo nuovo capitolo.

La mattina del 19 dicembre infatti, gli uomini delle squadre mobili di Cremona, Brescia e Bologna e del Servizio centrale operativo della Polizia fanno irruzioni in alcune abitazioni fermando in arresto 17 persone su ordine del gip di Cremona. Secondo la nuova inchiesta gli arrestati, tra cui spicca il nome di Cristiano Doni, sono accusati di appartenere ad un’organizzazione criminale che trucca gli incontri e adesso devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva.

Tale organizzazione, scoperta dalla polizia nell’ambito del secondo filone d’indagine sul calcio scommesse, aveva sede a Singapore e basi operative nell’Europa dell’Est. Secondo la procura di Cremona, al vertice c’era un certo Eng Tan Seet, detto ‘Dan’, che attraverso una rete di collaboratori lavorava per alterare incontri nei campionati italiani e in altri paesi. Le puntate relative alle scommesse sulle partite combinate venivano effettuate su siti internet prevalentemente asiatici, e ritenuti più sicuri da eventuali controlli sulle giocate.

Secondo indiscrezioni locali, la mattina degli arresti Cristiano Doni avrebbe tentato la fuga per sottrarsi alla cattura. Quando le forze dell’ordine infatti hanno fatto irruzione nella sua abitazione, Doni avrebbe cercato di raggiungere il garage per fuggire con la sua vettura, per poi essere prontamente fermato ed arrestato dagli agenti. Il capitano dell’Atalanta, già indagato nella prima parte dell’inchiesta e già processato dalla giustizia sportiva, viene arrestato per pericolo di inquinamento delle prove. Il calciatore infatti, avrebbe pagato parte della parcella dell’avvocato di Nicola Santoni (altro indagato, preparatore atletico del Ravenna), affinché egli tenesse la bocca chiusa davanti agli inquirenti. Dalle indagini è emerso inoltre che Doni, in occasione di partite combinate, utilizzasse  una scheda intestata ad un romeno, ritenuta sicura da eventuali intercettazioni. Infine, un’altra circostanza che dimostrerebbe il tentativo di inquinamento di prove è il fatto che Doni, insieme a Santoni, avrebbe ipotizzato di alterare i dati dell’Iphone dello stesso Santoni sequestrato in estate nell’ambito dell’inchiesta, cambiando la password tramite l’utilizzo di un computer. Secondo l’accusa, Doni sarebbe coinvolto nella combine di almeno tre incontri dell’Atalanta del campionato di serie B dell’anno scorso (Atalanta-Piacenza del 19 marzo 2011, Padova-Atalanta del 26 marzo 2011 e Ascoli-Atalanta del 12 marzo2011). Secondo gli inquirenti però, accanto alle partite alterate dei campionati 2009-2010 e 2010-2011 di serie B, sono sospetti anche tre incontri del campionato di serie A 2010-2011:  Brescia-Bari, Brescia-Lecce e Napoli-Sampdoria.

Insieme a Doni, sono finiti in carcere Luigi Sartor, Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio. A questi si aggiunge Alessandro Zamperini, accusato di essere il reclutatore di calciatori da corrompere per alterare i risultati delle partite. L’ultimo tentativo fatto dall’ex calciatore, è stato offrire 200mila euro al giocatore del Gubbio Simone Farina per comprare suoi tre compagni e alterare il risultato di Cesena-Gubbio, incontro di Coppa Italia disputato il 30 novembre scorso.

Altre importanti rivelazioni, sono quella fatte da Wilson Ray Perumal, il cittadino di Singapore arrestato in Finlandia proprio per aver alterato i risultati di partite di diversi campionati di calcio(il suo verbale infatti è stato acquisito per rogatoria nell’inchiesta della Procura di Cremona). Perumal è stato sentito dalle autorità di polizia finlandesi dopo il suo arresto nel febbraio scorso e a queste ha confermato di aver fatto parte dell’organizzazione che fa capo a Eng Seet Tan fin dal 1994. Secondo Perumal “I risultati delle partite dell’AlbinoLeffe, in serie B, furono truccati in Italia nel 2009. Perumal spiega comunque di non aver partecipato a quelle operazioni, ma aggiunge che Eng Tan Seet,  il capo dell’organizzazione degli scommettitori, avrebbe ottenuto il controllo finanziario, seppure in modo occulto, dell’intera società calcistica AlbinoLeffe.

Le indagini sportive seguite dagli ultimi arresti avranno un processo bis. Palazzi è infatti già da tempo al lavoro sul nuovo capitolo dello scandalo: quando chiuse l’inchiesta sul primo filone, il Procuratore Federale aveva aperto un fascicolo bis in attesa di ulteriori sviluppi e adesso ha chiesto al procuratore di Cremona Di Martino di poter avere copia degli atti utili ai fini dell’inchiesta sportiva. Proprio alla luce di questo, nelle settimane scorse Palazzi ha chiesto e ottenuto alla Corte di Giustizia federale la proroga delle indagini sul calcioscommesse.

Siamo dunque punto a capo di una situazione che pensavamo aver smaltito ancor prima della fine dell’estate. E invece ci ritroviamo qui, angosciati e nauseati dalle prime pagine dei giornali che giorno dopo giorno gridano alla scandalo e puntualmente ci rovinano la colazione. Adesso non ci resta che attendere e temere il peggio, ovvero quando in estate si tornerà alla carica con deferimenti, processi, squalifiche e penalizzazioni,che riempiranno le nostre vacanze estive di indignazione per la cosa che più di tutti accomuna il nostro essere italiani.

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