CALCIO/ Rafa “Pappa” Benitez, il nuovo Hector Cuper

Avviso ai naviganti del calcio. È tornata la piccola Inter. Massimo Moratti è di nuovo in crisi esistenziale, Branca vuole vendere Eto’o in cambio del figlio di Darko Pancev, l’indimenticato cobra (?), del cugino di Oba Oba Martins, quello che nella semifinale di Champions contro il Milan si rivelò un cecchino infallibile, e di Hulk Hogan come difensore centrale.

di Ninni Bellomo

rafael-benitez-inter-milan-serie-a-01Pare che Hector Cuper, reincarnatosi nel corpo di Rafa “Pappa” Benitez, sia tornato per sconfiggere i vecchi fantasmi di un tempo. E ci sta riuscendo benissimo. Poveri interisti. Un anno di grandi vittorie e poi di corsa in gattabuia. Bambini a cui hanno rubato il gelato, alias Josè Mourinho. Ecco cosa sono diventati i bauscia interisti. Quanta nostalgia di Josè da Setubal. “Non mi sento il migliore ma nessuno è migliore di me.” Wow. Questa si che è la carica giusta per vincere tutto. Uno che si farebbe ammanettare pur di trionfare solo contro tutti.

E invece si ritrovano con il flaccido Benitez, calvo, grasso, noioso che neppure Piero Angela alla terza ora di conversazione, lagnoso e piagnucolone come un qualsiasi Hector Cuper. Appunto. Il passato non sempre è una terra straniera, spesso si ripresenta con il conto da pagare. Salatissimo, come sempre in questi casi.

La prima volta di Benitez in Pinetina a più di qualcuno è venuto il voltastomaco: calzini bianchi, gambette bianche, pancia in fuori e tette anche, occhialetti da bravo ragazzo. Se ci aggiungete anche conferenze stampa pungenti quanto l’omelia del prete di turno, allora è chiaro che nessuno lo segue. Perché nessuno potrebbe fare altrimenti.

Special One, dove sei?, questo sembrano dire gli occhi dei tigrotti nerazzurri, un tempo leoni feroci, come nella nottejose_mourinho del Camp Nou, come nella notte del Bernabeu. Lì si è fermato il tempo, Santiago e Florentino hanno rapito, con argomenti diversi, il vero fenomeno interista, colui che potè più di Ronaldo, Vieri, Roberto Carlos, Baggio, Zamorano e tanti tanti altri.

Ascoltare Josè in conferenza stampa, in allenamento, negli spogliatoi, significava ricevere scosse di adrenalina, frustate di entusiasmo, calci in culo di sacrificio. La squadra su tutti e tutti per One. Quando Josè hablava, i suoi ragazzi restavano incollati allo schermo come i pischelli con Romanzo Criminale 2.

Ora, quando parla “Pappa” Benitez c’è la corsa a chi scappa più in fretta e più lontano.

Prometteva bel gioco, vittorie sfavillanti, prometteva di cambiare la mentalità. Difesa alta e manovra palla a terra, altro che Mourinho e contropiede. Peccato che Zanetti & Company, con quello stile, avessero vinto tutto. Calzava loro a pennello. E invece arriva uno che non ha vinto mai niente, a parte una Champions casuale con il Milan che se la rigioca 100 volte 99 la perde, e due scudetti con il Valencia quando Barça e Real dormivano sonni tranquilli.

Povero Moratti. Credeva di aver raggiunto la pace dei sensi e invece si ritrova a meno 9 dal Milan, quasi fuori dalla Champions, più di mezza squadra titolare infortunata e un ambiente ultra-depresso. Della serie, come vincere e rovinare tutto nel giro di pochi mesi.

I tifosi di mezza Italia pregano Moratti di confermare Benitez, almeno fino al termine della stagione, chè figuracce come quella del Chievo saranno un toccasana per tanti. Per tutti gli altri invece, nerazzurri ovviamente, si aspetta il momento giusto. Incontrare Benitez in strada, stordirlo con la cassoeula, finirlo con un litro di grappa vicentina, impacchettarlo e rispedirlo da dov’è venuto.

Andasse a far compagnia al suo simile Hector “Rafa” Cuper. Grazie mille per il bel gioco (quando e dove?) ma i ragazzi in campo sonnecchiano abbacchiati dallo stile Benitez, che per tirarsi su il morale non ha fatto altro che sbandierare quel 3-3 con il Milan di Ancelotti. Che non c’entra nulla con il campionato, con l’Inter e, forse, neppure con il calcio.

La Pazza Inter c’è. Vedremo stasera se si confermerà tale anche con il Twente.

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