CALCIO ITALIANO/ La fuga dei cervelli continua

Continua anche in questa sessione di mercato l’addio al campionato italiano da parte di nomi eccellenti. L’olandese Sneijder è solo l’ultimo di una lunga serie, ma a fare da contraltare a questi grandi nomi del calcio ci sono un sacco di giovani rampanti che non vedono l’ora di prendersi la scena.

 

di Federico Succi

Wesley Sneijder è solo l’ultimo di una lunga serie che, ormai, sembra interminabile. La fuga dei grandi calciatori dal campionato italiano continua e se, qualora ci fosse bisogno di ulteriori conferme, la tendenza a partire piuttosto che arrivare dei big del calcio mondiale è ormai diventata un abituèè. Per citarne solo alcuni, che sono partiti l’anno scorso, Ibrahimovic, Lavezzi, Thiago Silva, Thiago Motta, Maicon e Julio Cesar.

Insomma pezzi pesanti che sono andati ad arricchire le rose di squadre di mezza Europa. Certo hanno arricchito le casse anche delle squadre che li hanno venduti, ma in alcuni casi i giocatori sono stati pesantemente svenduti o lasciati partire a parametro zero. È pur vero che la nazione tutta sta attraversando una crisi senza precedenti, ma sicuramente non è degli ultimi anni la pesante diversità di fiscalità tra le varie nazioni con quella italiana.

calcio_fuga_cervelliCerto, in questi ultimi anni si è acuita la differenza, ma il problema viene da lontano. Sono finiti i tempi in cui veniva venduto Zidane a cifre da capogiro e comprare, con i soldi ricavati dalla cessione, ben 5 campioni. In questi ultimi anni abbiamo assistito a partenze eccellenti. Basta pensare a Shevchenko, Kakà, Eto’o, solo per citarne alcuni. A proposito Kakà sembrava dovesse essere vicino al ritorno in maglia rossonera, ma altri problemi di fiscalità hanno bloccato il passaggio , in prestito, dal Real Madrid. Insomma per il calcio italiano è finito il tempo in cui i campioni facevano la fila per venire a giocare nel campionato (ex) più difficile e competitivo del mondo.

Ora la Serie A, al massimo può essere considerata una fucina di futuri campioni, come sta a dimostrare la notevole e piacevole nuova moda di lanciare giovani talenti e quindi dare maggiore importanza ai vivai. I vari Pogba, El Sharaawy, Lamela, Destro, Ranocchia, Ogbonna, Jovetic e tanti altri sono solo l’altra faccia della stessa medaglia. Sono la faccia bella e fanno decisamente da contraltare alla faccia brutta che è rappresentata appunto dalla mancanza di campioni veri e affermati, o meglio alla non abbondanza, che darebbero un tocco di internazionalità vera e che consentono ai tifosi di sognare successi anche al di fuori dallo stivale.

Ma stadi obsoleti, fiscalità eccessiva, beceri ululati razzisti e diverbi continui in Lega Calcio sicuramente non fanno e non danno a questo sport l’immagine che meriterebbe.

Il presente è questo, ma con questi giovani calciatori il futuro sembra più roseo sempre che non ce li portino via.

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