CALCIO ITALIANO/ La crisi continua, tocca sperare nell’Inter

Ancora una settimana di dolori e sofferenze per i tifosi italiani, verrebbe quasi da dire l’ennesima. Dopo aver salutato con largo anticipo Sampdoria, Genoa e Juventus, ora nel giro di due settimane abbiamo perso per strada, in ordine cronologico, Napoli, Roma e Milan. L’unica italiana ancora in gioco è, come l’anno scorso, l’Inter che dovrà ancora giocare il ritorno in casa del Bayern Monaco sperando che riesca a recuperare il gol di svantaggio rimediato all’andata.

di Federico Succi

la-delusione-di-IbrahimovicIl tutto a testimoniare della profonda crisi in cui è piombato il calcio italiano. Ed ogni anno è sempre peggio, per gli amanti della cabala anche l’anno scorso l’unica italiana rimasta in corsa era l’Inter e tutti sappiamo come andò a finire, ma quest’anno sembra veramente molto difficile ripetere l’impresa. Tutti i maggiori Campionati europei hanno già qualificato qualche squadra e ne hanno ancora altre. Il Barcellona si è già qualificato eliminando l’Arsenal seppur con qualche piccola polemica, il Real deve ancora giocare mentre il Valencia è l’unica eliminata.

Il Totthenam ha appena eliminato il Milan e ancora devono giocare il Chelsea, che parte da un vantaggio di 2-0 contro il Copenaghen, ed il Manchester United che deve vedersela contro il Marsiglia. Lo Shalke si è qualificato a discapito del Valencia, ed il Bayern attende tra le mura amiche l’Inter. L’unico campionato che non porta interpreti è il nostro. Il Napoli è uscito dall’Europa League dimostrando tutti i limiti mentali e caratteriali che ha manifestato nei grandi match del campionato Italiano. Quando le partite si fanno dure i partenopei sembrano pagare la scarsa esperienza e cattiveria. Seppur nella notte del Madrigal il Napoli ha giocato, forse, meglio dell’avversario pagando due disattenzioni fatte in cinque minuti di follia.

Ma non si possono concedere pause e distrazioni così grandi, ed inoltre il Napoli è una squadra che se non và gira al massimo non può contare su fenomeni che risolvono la partita con un colpo. Il Milan è, in ordine di tempo, l’ultima italiana a cadere. A mio parere ha perso contro una squadra veramente modesta che è stata in grado in 180 minuti di scatenare un contropiede micidiale e per il resto di buttare palloni alti in area per cercare la sponda di Crouch. Per il resto gli inglesi hanno offerto uno scarso spettacolo, costruendo barricate che nemmeno il Trapattoni dei bei tempi sarebbe stato in grado di fare. E poi dicono che le Italiane fanno il catenaccio. Se lo fanno gli altri va bene, ma se lo facciamo noi siamo scarsi o badiamo solo a difendere.

Il Milan quest’anno si sapeva che in Champions aveva le ore contate ma certo resta il rammarico per essere uscito contro una squadra ampiamente alla portata dei rossoneri. Ma il problema del Milan è un altro. Qualche anno fa si presentava in Champions con Inzaghi e Shevchenko, gente che in Champions segnava gol a grappoli. Inzaghi è il vice re dei bomber d’Europa mentre Sheva si piazza al terzo posto nella graduatoria e considerando che ha avuto anni di disgrazia probabilmente avrebbe potuto fare ancora meglio. Oggi invece il club più titolato al mondo si presenta con Ibrahimovic, Pato e Robinho. In tre superano di poco la metà dei gol segnati da Inzaghi. È evidente che c’è qualche problema. O non sono adatti mentalmente a giocare queste partite o non sono così forti da poter fare la differenza quando le partite contano. In Italia siamo abituati a vedergli fare cose incredibili a quel trio, ma fuori dal proprio orticello sembrano bambini smarriti a cui hanno rubato l’orsacchiotto.

Una nota a parte la merita la Roma, che è sicuramente quella uscita peggio. Al di là della sconfitta contro un avversario che fino al sorteggio aveva scatenato le esultanze da parte dei giallorossi, hanno mostrato il lato peggiore del calcio finendo per danneggiare la Roma stessa. A parte che tra andata e ritorno per i giallorossi sembrava passata un’epoca o forse lo era veramente. All’andata sedeva Ranieri sulla panchina e la Roma veniva sconfitta per 3-2 con una prestazione a dir poco imbarazzante con la difesa che commetteva errori grotteschi. Al ritorno c’era invece Montella, il quale prima della partita si dichiarava fiducioso sull’esito della qualificazione. Lo Shakhtar strapazza la Roma per 3-0 sembrando la selezione dei migliori giocatori della storia.

Una lezione pesante ed incredibile. Il solito De Rossi che non appena la squadra è in difficoltà, da buon Capitano inizia ad alzare i gomiti. Sul primo gol i giocatori giallorossi sono apparsi molli, osservando e lasciando fare i giocatori avversari. Poi c’è stata l’espulsione di Mexes, altro giocatore che sembra incappare sempre nei soliti errori. Dopo c’è stato l’episodio della gomitata di De Rossi a Srna che guarda caso ha segnato il gol del raddoppio andando a sbeffeggiare i giocatori della Roma. Chi diceva che lo spogliatoio dei giallorossi fosse spaccato sicuramente si è dovuto ricredere vedendo con che tipo e con quale grinta e compattezza i giocatori della Roma cercavano di vendicarsi dello stesso Srna, facendo ripetutamente fallo sul giocatore. Almeno questa è una buona notizia per i tifosi giallorossi. Ormai abbiamo ufficialmente perso il diritto a qualificare quattro squadre per la Champions ma è meglio così. Meglio evitare una figuraccia in meno e forse questa cosa servirà per spronare le squadre Italiane a fare meglio.

 

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