Marco Belinelli all’All Star Game: parteciperà alla gara del tiro da tre

un italiano allall str game per beli vincere sarebbe u sogno

La guardia bolognese sarà impegnata nella gara di tiro da tre della prestigiosa manifestazione che si terrà a New Orleans: “Già esserci è un onore. Sono carico e darò il massimo, anche se ho poco tempo per preparare la sfida”.

 

Marco Belinelli si gode il suo periodo d’oro. La guardia bolognese, diventata una colonna dei San Antonio Spurs, terrà alto il nome della pallacanestro italiana nell’All-Star Game di New Orleans, dove sarà impegnato nella gara di tiro da tre (il Foot Locker Three-Point Contest). Belinelli si è messo in evidenza con un brillante 44.6% dalla lunga distanza, suo massimo in carriera, e se la dovrà vedere contro ‘cecchini’ di prim’ordine, tra i quali il favorito è Stephen Curry di Golden State. Il cestista di San Giovanni in Persiceto guarda all’appuntamento con assoluta determinazione.  

Quali le sue emozioni nel tornare a New Orleans, città dove ha giocato, in un’occasione così importante?
“Sono contento, è una manifestazione davvero prestigiosa alla quale prenderanno parte giocatori di grande talento. Credo che sarà divertente. Il mio obiettivo è scendere in campo con entusiasmo e dare il massimo”.

E’ migliorato molto nel tiro da tre. Segue metodologie di allenamento particolari?
“Se le mie percentuali da fuori sono così alte è merito soprattutto della squadra e del sistema di gioco che mi permette di esprimermi al meglio. La circolazione di palla è davvero efficace e mi consente di prendere tiri in perfetto equilibrio. Per il resto mi esercito molto, anche il giorno della partita”.

Quale sarà la difficoltà maggiore?
“Ho studiato le regole dell’All-Star Game e l’aspetto più complicato sta nel dover prendere molti tiri in pochi minuti. Una prova così particolare va preparata. Purtroppo, tra i tanti impegni di campionato, non è semplice. Cercherò di sfruttare al massimo i tre giorni precedenti per allenarmi con un lavoro specifico e mirato”.

Quale la posizione da cui trova il canestro con più facilità?
“Dalla guardia e dall’angolo. Le percentuali dicono che dal centro faccio più fatica”.

Ogni giorno quanto si allena da tre?
“Indicativamente con 150/200 tiri quotidiani. I tempi sono ristretti, ma nei periodi più tranquilli cerco di aumentare la quantità”.

Vincere la gara di tiro da tre dell’All-Star Game cosa potrebbe portarle in termini di immagine e di contratti?
“Non lo so. Posso soltanto dire che per me sarebbe un sogno. Essere stato selezionato è già un motivo di soddisfazione, rappresenta uno step importante della mia carriera. E’ stato ripagato l’impegno e il sacrificio con cui lavoro da anni. Rappresentare i miei tifosi e la mia squadra a New Orleans è un onore”.

Le hanno già dato consigli?
“I miei compagni mi hanno semplicemente fatto i complimenti, ma non ho ricevuto suggerimenti particolari. Mi sono informato un po’ con Matt Bonner che ha partecipato lo scorso anno. Oltre a coah Popovich abbiamo vari assistenti. Il mio personale è Chad Forcier. Con lui lavoro molto sui tiri, ma ancora non abbiamo fatto niente di specifico per l’All-Star Game”.

Come va il suo mal di schiena?
“Bene, mi sono allenato regolarmente. Ho solo un po’ di raffreddore, una conseguenza dei tanti spostamenti ai quali siamo sottoposti, anche in città dove fa davvero freddo”.

L’ultima gara è stata contro Detroit, con Datome ancora relegato in panchina. Ha parlato con lui?
“Sì e l’ho trovato un po’ giù di morale. So quello che prova.

Vorrebbe giocare, spaccare il mondo e dimostrare le sue qualità, ma l’allenatore non gli concede spazio. Il consiglio che mi sento di dargli è di non mollare e di farsi trovare pronto quando verrà il suo momento. Gigi è un ragazzo intelligente e deve solo continuare ad essere positivo ed ottimista”.