Lo sport dei record. Gli uomini che hanno “cambiato” le regole del gioco

lo sport dei record ecco hli uomini che hanno cambiato le regole

Da Marjorie Gestring, la più giovane medaglia d’oro a 13 anni, a Roger Federer, numero 1 più longevo del tennis, passando per Dick Fosbury, rivoluzionario del salto in alto. Ecco chi ha cambiato lo sport, come riporta wired.

 

Sono solo alcuni. Non può che essere una rassegna incompleta dei campioni da record. Gente che ha fatto la storia dello sport fra Olimpiadi, Mondiali o (vincendo) sfide totalmente personali. Ma soprattutto atleti che sono andati oltre ogni logica. Hanno spostato il limite un po’ più in là. Spesso molto più avanti. C’è chi vince un oro, piazzandosi al primo posto in un Europeo o un Mondiale. Grande risultato. Dal lato opposto c’è chi rivoluziona una disciplina. Tutta un’altra storia.

C’è per esempio Leo Messi, coi suoi quattro palloni d’oro. È il terzo che mancava per chiudere la triade dei santi del calcio, alla pari con Pelé e Maradona. Oppure Nadia Comăneci, la prima a strappare un 10 nella sua specialità: le parallele asimmetriche. O ancora Carl Lewis, uno dei più grandi di tutti i tempi: il figlio del vento da 10 medaglie d’oro ai Giochi Olimpici. Paavo Nurmi, uno dei primi miti dello sport moderno, il finlandese, con le sue nove medaglie d’oro e i tanti record su fondo e mezzofondo, dai 1.500 ai 20 chilometri, segnati negli anni Venti del secolo scorso. Numeri e prestazioni lontanissimi, sembrano preistoria, ma così vicini che un mediocre atleta di oggi farebbe ancora fatica a raggiungere.

Ma i nomi sono tanti. Per esempio Marjorie Gestring, la più giovane atleta a vincere un oro olimpico: aveva 13 anni, era il 1936 nel complicatissimo appuntamento di Berlino e lei si tuffò dal trampolino tre metri. Oppure il nostro indimenticabile Pietro Mennea, scomparso poco meno di un anno fa: il suo 19’’72 rimane record europeo sui 200 metri. È vero, ogni organizzazione internazionale mette in piedi, per celebrarli e celebrarsi, le proprie classifiche. È il caso, tanto per citarne un paio, della Iaaf Hall of Fame o della International Swimming Hall of Fame. Tuttavia i campioni da record, quelli che hanno fatto lo sport disegnando nuovi orizzonti, non hanno bisogno di vedere il proprio nome stampato o inciso in un elenco. Perché è già scolpito nella memoria delle persone, anche di chi non segue lo sport.

Anzi, il passaggio essenziale è proprio quello: quando un nome esce dal suo pur popolare ambito per entrare nell’immaginario collettivo.

Un po’ come gli scalatori, gli esploratori, gli alpinisti – ci abbiamo messo, per tutti perché sarebbero troppi, due austriaci: il padre spirituale del free climbing Paul Preuss e Gerlinde Kaltenbrunner, prima donna a scalare gli ottomila senza ossigeno – sono la nostra parte intuitiva e sanguigna.

Oltre ad alzare l’asticella, contribuiscono a fare del mondo un posto più divertente in cui vivere. E superarsi.