La severa austerity a tinte rossonere

ContestaSilvio

Mai come in questa finestra di mercato il Diavolo appare come una squadra economicamente povera e priva di disponibilità economica anche per acquistare un giocatore a costi ridotti come il giapponese Honda.

 

Se fino a qualche anno fa i tifosi rossoneri erano abituati a vedere sempre nuovi campioni che calcavano il prato di S.Siro, da un po’ di tempo a questa parte la tendenza è assolutamente cambiata, con i supporter che guardano inermi le altre squadre sfidarsi a suon di acquisti, mentre vedono il loro club in gran difficoltà.

A parte qualche acquisto recente, vedasi Balotelli che però le malelingue dicono che è stato comprato solo perché si era sotto elezioni e questo poteva in qualche modo aiutare Berlusconi a vincere, negli ultimi anni i milanisti si sono abituati a vedere partire i loro beniamini. Si va dagli ormai dimenticati Kakà e Shevchenko alle ferite ancora aperte di Thiago Silva ed Ibrahimovic, più il brasiliano che lo svedese a dir la verità.

Soldi incassati dalla società che però non sono stati reinvestiti come ha fatto ad esempio De Laurentiis, che con i denari ricavati dalla cessione di Cavani ha comprato immediatamente Higuain e tanti altri. É storia nota che il club rossonero ha deciso di cambiare la filosofia, scegliendo un radicale rinnovamento e ringiovanimento della rosa, ma ha volte le scelte societarie sembrano in assoluta controtendenza con questa scelta, visto che Robinho era stato acquistato quando già aveva 30 anni, così come De Jong. É per vero che per giocare a certi livelli occorre gente di esperienza, ma con i giovani giusti, l’entusiasmo e follia che portano possono far dimenticare i successi passati visto e considerato che è impossibile per il Milan tornare ai vertici del calcio europeo per un bel po’.

Quest’anno al momento i rossoneri in entrata hanno preso i giovani Saponara, Vergara e Poli, mentre in uscita si sono visti Yepes e Ambrosini a fine contratto e Salamon, rientrato nell’affare Poli, passato alla Sampdoria. Per il resto la società di via Turati ha prestato qualche giovane in giro per l’Italia, come Beretta o Oduamadi e nulla più. Il tormentone dell’estate rossonera sembra essere l’acquisto del giapponese Honda, per cui il Milan si sta accapigliando con il Cska Mosca, società con cui è difficilissimo trattare (ne sa qualcosa la Juve con Krasic).

Il ragazzo del sol levante ha il contratto in scadenza e a gennaio può accasarsi a Milano, i rossoneri lo vorrebbero già adesso soprattutto per evidenti difficoltà ambientali che Honda potrebbe incontrare. Un affare che sicuramente non ha i contorni del grande colpo, ma che anzi vede il Milan andare in difficoltà su un affare che qualche anno fa sarebbe stato chiuso in brevissimo tempo, o che forse non sarebbe mai stato trattato visto la qualità di giocatori cui era abituato la società rossonera.

Senza nulla togliere ad Honda per carità ma per citare solo alcuni tra i più recenti, Kakà, Rui Costa o Seedorf sembrano lontani anni luce dal giapponese. Per il resto la linea rossonera è ben chiara ed è quella ripetuta a menadito da Galliani:” Se parte qualcuno, arriva qualcuno.” Il problema è che sembra che nessuno voglia i giocatori rossoneri messi sul mercato.

Sicuramente la società di via Turati può contare su una base di giocatori giovani come Abate, De sciglio, Balotelli ed il Faraone, ma ciò non toglie che il pubblico rossonero ha il palato fine e a nessuno piace abituarsi a vedere vincere gli altri. C’era una volta il Grande Milan…