Inghilterra 1 – Italia 2: gli inglesi rimediano la solita scoppola dagli Azzurri in versione Mundial

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I Maestri inglesi – maestri di cosa?, poi, visto che le prendono sempre e (quasi) da tutti – rimediano la solita scoppola da una squadra azzurra in versione Mundial: tutto gira al meglio, tranne Paletta, ancora acerbo per certi palcoscenici e il solito Chiellini, che a sinistra non va proprio. Tutti gli altri, come scrive Fanpage, hanno dimostrato una condizione fantastica e un magnifico gioco di squadra. 3 i migliori: Sirigu, perché non era semplice sostituire il Capitano e lui ce l’ha fatta al meglio, con ottime parate; Pirlo, perché è sempre perfetto e quella punizione è un inno alla gioia del calcio; Darmian, perché diventerà il nuovo Grosso e ieri ha surclassato chiunque gli passasse nei paraggi.

 

Vittoria per 2-1 conquistata grazie all’uomo più atteso SuperMario Balotelli nell’afa irrespirabile di Manaus dove gli Azzurri ottengono il massimo risultato contro un’Inghilterra tutt’altro che arrendevole. Gara aperta dall’inizio al 90′, giocata anche bene dalla squadra di Prandelli che debutta con un successo essenziale al Mondiale brasiliano sfruttando in pieno lo scivolone dell’Uruguay. Prima Marchisio, poi Balotelli, in mezzo Sturridge e anche tanta Inghilterra che Hodgson schiera in campo in modo più che intelligente. E non a caso le reti arrivano tutte nella prima ora di gioco, quando il fiato c’è ancora e le gambe girano. Il finale, infatti ha avuto il sapore della sopravvivenza, giocato in apnea e con l’ossigeno finito. E il fiato sospeso, come in occasione della splendida traversa di Pirlo, colpita su una punizione magistrale, calciata alla solita splendida maniera. Male la difesa, con un Paletta da rivedere e alcune scelte da gestire al meglio, come Chiellini esterno di sinistra, mentre in mezzo al campo la coppia Verratti-Pirlo ha convinto a tratti. Adesso toccherà alla Costa Rica, grande rivelazione dopo aver sconfitto la Celeste di Cavani &b co.

Scacchiere – L’Italia perde i pezzi nella vigilia, con De Sciglio e Buffon che danno forfait per la prima Mondiale a Manaus contro un’Inghilterra che sfodera i denti: Hodgson prova a calcare la mano nella difesa azzurra incerottata e schiera dal primo un tridente offensivo che fa presagire lavoro extra per la retroguardia italiana che avrà pochissimi punti di riferimento in avanti con tanti trequartisti e uomini tra le linee dietro a Sturridge. Nelle scelte di Prandelli anche quella di Pirlo capitano oltre a Balotelli unica punta supportato alla bisogna da Verratti e Candreva e Chiellini terzino sinistro con Paletta centrale. Azzurri che gestiscono i ritmi iniziali, con Sterling e Hederson che però alla prima occasione provano a centrare il bersaglio dopo 180 secondi di gioco ricordando a Chiellini e compagni che sarà serata difficile.

Gioco a viso aperto – Gli Azzurri faticano in difesa, ma quando superano di slancio la trequarti mettono in difficoltà l’Inghilterra, soprattutto sull’asse destra Candreva-Darmian. Nessun problema per Hart, mentre Sirigu compie un paio di interventi che evitano guai peggiori. I primi 10 minuti dicono che l’Italia non è perfetta in difesa (Paletta in difficoltà) ma prova a dettare i tempi mentre i Leoni di Hodgson hanno in consegna il compito di coprirsi e pungere in velocità. Ne nasce un inizio match divertente e ricco di occasioni a ritmi alti, forse troppo con l’umidità di Manaus. Gerrard e Rooney nell’Inghilterra non entrano nel vivo del gioco ma nell’uno contro uno Sterling e Sturridge la fanno spesso da padroni su Paletta e Barzagli.

Manovra vs uno contro uno – Cambia sempre fronte d’attacco l’Inghilterra di Hodgson con gli avanti che spaziano da destra a sinistra mettendo in difficoltà i centrali azzurri, mentre l’Italia prova le conclusioni dalla distanza appena può. Prima Candreva, poi Balotelli provano ad impegnare Hart senza successo mentre al 23′ sono gli inglesi a diventare pericolosissimi: il solito Sturridge irride Paletta e Barzagli per sventare il pericolo sfiora l’autorete. L’Italia continua nel proprio gioco, manovra lunga, articolata, lenta e macchinosa che permette sempre all’Inghilterra di schierarsi con calma. Si arriva così alla mezz’ora su un giusto 0-0 che però non fa i conti con Marchisio.

Botta e risposta Marchisio-Sturridge – Il vantaggio azzurro arriva sugli sviluppi di un corner giostrato alla meglio da Candreva, corto per Darmian che passa a Pirlo. Velo perfetto del Professore per il compagno di squadra e di club Marchisio che trova il tempo per mettere la palla al posto giusto per un destro che si infila tra una selva infinita di gambe e si insacca a fil di palo. E’ a sveglia dell’incontro perchè l’Inghilterra non ci sta: Rooney sale in cattedra e al primo affondo taglia in due la difesa azzurra per crossare in area all’accorrente Sturridge che batte a rete al volo Sirigu. Ed è 1-1 con un finale che si riaccende improvvisamente con Balotelli (mai visto fino a quel momento) che al 45′ supera Hart con uno splendido pallonetto da posizione angolata tolto dalla linea da Jagielka in corner sui cui sviluppi Candreva andava a colpire il palo.

Candreva inventa, Balo segna – La ripresa inizia con gli stessi protagonisti del primo tempo ma con un piglio diverso per gli azzurri che affondano la lama nel burro sulla destra, zona da inzio gara mal coperta dagli inglesi. Candreva si inventa dribbling e cross sul secondo palo dove svetta Balotelli che schiaccia tra Hart e primo palo. E’ il 50′, l’Italia si riporta in avanti nell’unico spunto offensivo degno di nota, il resto sono le rasoiate di Sterling e Sturridge in una difesa che imbarca acqua ogni volta che viene messa sotto pressione. E’ a questo punto che Prandelli cambia: fuori Verratti e dentro Thiago Motta per un maggior possesso palla a centrocampo e ritmi più ragionati.

Anestetico azzurro – Cambia anche Hodgson con Barkley per Wellbeck e l’Inghilterra guadagna in freschezza e lucidità tanto che al 61′ Rooney sfiora il pareggio con un rasoterra a fil di palo e quando gli inglesi schiacciano sull’acceleratore in contropiede dopo una bella giocata in area avversaria di Darmian, rischiano di far male proprio con il neo entrato che impegna Sirigu in uscita di pugni. L’Italia chiaramente arretra sulla propria trequarti provando a gestire il vantaggio e far sfogare gli inglesi di Hodgson che ha i cambi contati. Non appena il pallone arriva tra i piedi degli azzurri il ritmo frena improvvisamente con un tiki-taka al rallenty utile solo per il cronometro.

Finale in apnea – Prandelli opta per la staffetta in avanti: fuori Balotelli per Immobile, poi a centrocampo più quantità con Parolo (per l’ottimo Candreva) mentre nell’Inghilterra, Willshere a dare più qualità alla mediana insieme a Lallana. L’umidità si fa sentire, il ritmo si abbassa e la partita vive di folate improvvise e la ricerca del contatto fisico per sfruttare le palle inattive. Squadre più lunghe e spettacolo che ne risente mentre scorrono i minuti verso il 90′, tra crampi e fatica quasi insopportabile. Non a caso è proprio su punizione all’85′ che l’Inghilterra si fa pericolosa con Gerrard.  Gli ultimi minuti sono di passione azzurra sul forcing inglese ma anche i 5 minuti di recupero non servono per i Leoni albionici a raggiungere il pareggio e strozzano il tris in gola ai tifosi italiani per la solita punizione magistrale di Pirlo, finita sulla traversa.