Ex Presidente del Siena basket nei guai per frode fiscale. Ora è il capo della Lega di Serie A

ferdinando minucci indagato ma ora è presidente della lega serie a baset

Ferdinando Minucci, per anni numero uno della Mens Sana Basket, è indagato per il sospetto pagamento in nero dei suoi giocatori. Ma nonostante l’interesse della magistratura e una squadra a rischio liquidazione dopo i guai di Mps, è diventato il re della potente Legabasket.

 

Sulla testa di Ferdinando Minucci, ex presidente della squadra senese di pallacanestro Mens Sana Basket – vittoriosa negli ultimi sette campionati – pende un’inchiesta della procura di Siena per frode fiscale.

Una macchia piuttosto evidente, ma pressoché invisibile per 14 dei 16 presidenti delle più importanti squadre di basket della serie A: l’otto febbraio, infatti, i boss della pallacanestro che conta hanno deciso di incoronare re della Legabasket dal prossimo luglio al 2017, proprio lui, l’indagato Minucci. La stessa persona che, stando alle Fiamme Gialle, avrebbe pagato ai suoi atleti senesi parte dello stipendio in nero, gestirà gli affari della Confindustria del basket con il ruolo di presidente.

Mica bruscolini, perché la Lega non solo organizza il campionato di serie A maschile, la Coppa Italia, la Supercoppa e l’All Star Game, ma fa girare anche tanti soldi con le licenze dei diritti commerciali e audiovisivi. In totale fanno svariati milioni di euro l’anno di giro d’affari. Tutti d’accordo o quasi, nel consiglio di Lega: voto contrario solo da Virtus Roma e Virtus Bologna.

Eppure la bufera che sta investendo la squadra del Monte Paschi di Siena è sotto gli occhi di tutti. La Mens Sana Basket, vincitrice degli ultimi sette scudetti del basket, rischia di non potersi iscrivere al prossimo campionato perché la società è stata messa in liquidazione lo scorso 21 febbraio. L’assemblea dei soci non ha approvato il bilancio, congelato dallo scorso 30 giugno a causa di un ammanco da 5,4 milioni di euro: l’ennesimo schiaffo alla città di Siena, una vicenda legata a doppio filo allo scandalo del Monte Paschi di Siena.

Per la Mens Sana Basket la svolta arriva nel Duemila, quando la banca della città firma un contratto di sponsorizzazione. In 14 anni l’istituto ha speso oltre duecento milioni di euro per finanziare i successi sportivi del squadra. I risultati sono clamorosi. Mens Sana nell’arco di dieci anni diventa semplicemente “il basket italiano”, l’unica ad aver calcato il parquet dell’Nba, con sette scudetti vinti e due allenatori condivisi con la nazionale azzurra. Dietro al successo c’è Minucci, ex dipendente del MPS, passato poi alle glorie sportive.

Quando la magistratura comincia a indagare sui conti della banca, apre anche un fascicolo sul basket: l’indagine si chiama Time Out ed è arricchita anche da una serie di esposti anonimi sulla gestione della società e su alcuni affari del suo presidente Minucci. Si legge per esempio che il 26 marzo 2012 si ufficializza una triangolazione tra banca, Brand management srl e Stefano Sammarini. La banca, guidata ancora da Giuseppe Mussari che sarebbe uscito di scena solo un mese dopo, consegna 8,9 milioni di euro a Sammarini, titolare della Brand management, società costituita un mese prima con un capitale di appena 10 mila euro. La stessa Brand Management compra da Minucci il ramo d’azienda merchandising della Mens Sana (fra cui anche i marchi della società di pallacanestro) per un valore di 8 milioni di euro. Soldi che servono a far quadrare i conti del bilancio.
Da allora, però, alla Mens Sana è andato tutto storto. Le Fiamme Gialle, spulciando le carte, ricostruiscono che dieci giocatori, passati da Siena tra il 2006 e il 2013, sarebbero stati pagati in nero su conti correnti esteri.

Il Comtec, l’organo di controllo della Federazione italiana pallacanestro, per la posizione irregolare del giocatore nigeriano Eze, ha multato Siena per 200 mila euro. Nell’indagine sono coinvolte diverse società italiane che avrebbero dovuto curare l’immagine degli atleti e che, secondo l’accusa, sarebbero solo paraventi per mascherare pagamenti in nero. Si parla di evasione fiscale e a gennaio di quest’anno Minucci fa un formale passo indietro dalla squadra senese. Lascia la presidenza a Cesare Lazzeroni, pur restando amministratore delegato e direttore operativo della società.

Con i conti in rosso e la banca che ha chiuso i rubinetti, la Mens Sana ha perso giocatori importanti e ora viaggia al quinto posto in classifica. Ma il mondo del basket non lascia solo Minucci e anche il presidente di Federbasket (Coni), Gianni Petrucci, ha parole di stima: «Minucci è il miglior presidente del basket italiano», e infatti a novembre il manager riceve il premio speciale Retina d’Oro.

E per lui è subito pronta una nuova poltrona, il vertice dellaLegabasket. Del resto, come spiega Anna Cremascoli, al vertice della Pallacanestro Cantù, «Minucci è solo stato raggiunto da un avviso di garanzia, mica da una sentenza di condanna».

E al vertice della pallacanestro nazionale arriva un indagato.