Carlos Henrique Kaiser, il genio della truffa del calcio brasiliano: fingersi campione per 20 anni

carlos henrique kaiser

Carlos Henrique Raposo, meglio conosciuto come Kaiser per la somiglianza fisica con il più noto Kaiser tedesco, è il genio della truffa del calcio brasiliano. Ecco la sua incredibile storia, raccontata da Globo Esporte e tradotta in italiano dal blog Calciobrasiliano.it: come fingersi un campione per 20 anni senza mai scendere in campo.

 

Chiamatelo truffatore, imbroglione, bugiardo o semplicemente genio. Kaiser con il pallone non ci sapeva proprio fare ma era un campione nel saper coltivare amicizie, in particolar modo con alcune stelle del calcio brasiliano. E grazie a questa sua qualità è riuscito a spacciarsi per un giocatore di calcio per più di 20 anni. Oggi di anni ne ha 48 e vive a Rio, nel quartiere Flamengo, e ha deciso di rivelare la sua storia e di come è riuscito a vestire le maglie di Botafogo, Flamengo, Vasco, Fluminense, América, Bangu, Palmeiras e infine approdare in Europa nell’Ajaccio.

La sua strategia per ingannare dirigenti e allenatori era la seguente. Da sempre la sua dote migliore era fare amicizie e farsi volere bene: negli anni ’80 era sempre al seguito di calciatori come Carlos Alberto Torres, Rocha, Renato Gaucho, Romario, Edmundo, Branco..solo per citarne alcuni. In un’epoca senza internet, senza pay tv e senza procuratori in giro per le sedi delle grandi società, Kaiser semplicemente approfittava della mancanza di informazioni. Ogni volta che un suo amico famoso era ingaggiato, lui riusciva a farsi inserire come contropartita nella rosa. Firmava un contratto “di rischio”, una specie di “prova” per circa tre mesi e con uno stipendio base.

A vederlo, fisicamente, sembrava proprio un giocatore. Solo la “prova pallone” poteva smentirlo. Ai primi allenamenti se la cavava con la scusa di essere fuori forma, per cui faceva solo giri di campo. Ma quando poi doveva cimentarsi con la palla allora metteva in atto il piano B.

Alla prima occasione chiedeva a qualche compagno di fargli un’entrata dura e simulava ora una distorsione, ora uno stiramento. E dato che non c’erano la risonanza magnetica e altri esami medici specifici riusciva a passare settimane in infermeria. Gli allenatori aspettavano il suo recupero e lui intanto si metteva in tasca 2-3 mesi di salario. Quando la situazione si faceva difficile da sostenere, grazie all’aiuto di un altro amico, passava in un nuovo club e la storia ricominciava. Tutti i calciatori suoi compagni sapevano che Kaiser non era un vero calciatore ma lo aiutavano e lui sapeva come farsi volere bene. Kaiser frequentava i night club e le discoteche più movimentate di Rio in quegli anni, e in coppia con Renato Gaucho approfittava di essere calciatore per rimorchiare molte donne.

Quando le squadre, per una trasferta o per ritiro, andavano in albergo lui arrivava tre giorni prima con dieci donne e affittava delle stanze due piani più in basso rispetto alle camere dei giocatori. Così di notte, non c’era bisogno di organizzare fughe nascoste..bastava solo scendere le scale! Per non essere smascherato però, Kaiser aveva bisogno di mantere buone relazioni anche con la stampa.

A loro distribuiva magliette autografate dei club dove giocava, passava alcune informazioni in esclusiva e in cambio riceveva articoli di elogio dove era chiamato “bomber”, “goleador” e questo gli procurava nuovi contatti e proposte di contratto. Tanto che quando arrivò al Bangu, in un giornale dell’epoca qualcuno scrisse: “Il Bangu ha già il suo re: Carlos Kaiser”.

In 20 anni di carriera, Kaiser è entrato in campo poche volte, mai in Brasile. E tutte le volte si faceva sostituire per infortunio. Nell’Ajaccio però, l’ultima sua squadra, ha provato a giocare per davvero ed è rimasto per ben 2 anni pur collezionando poche presenze e pochi spiccioli di partita. Oggi, a distanza di tanti anni, Carlos Henrinque non si pente dei suoi inganni perchè questi in fondo, non hanno pregiudicato la vita di nessuno, se non la sua.