C’era una volta il Milan, ora serve un progetto di rinascita. Ecco gli esempi a cui ispirarsi

milan in crisi ecco gli esempi da cui ripartire

La Juve è rinata dalla B. Il Borussia, come scrive Lettera43, ha scelto i giovani. E il Liverpool lotta per il titolo. Ecco a chi può ispirarsi il club.

 

 

Nessun miracolo, nessuna remuntada. E nonostante i tifosi del Milan, quanto meno i più integralisti in questo momento verseranno ancora in una situazione di grande depressione per la sconfitta contro l’Atletico Madrid, si ricordi che, come recita l’adagio, non tutto il male vien per nuocere.
Sì, l’eliminazione dalla Champions league è difficile da digerire (anche se dopo la sconfitta dell’andata a San Siro, ribaltare il risultato era un’impresa quasi impossibile), ma è un male necessario e, nel medio-lungo termine e con gli adeguati investimenti, potrebbe essere utile per ripartire.

ADDIO A 30 MLN DI EURO. L’uscita delle coppe europee porta innanzitutto uno stop alle entrate sia per la stagione 2013-14 sia, soprattutto, per quella del 2014-15.
Basti il paragone con l’Inter, restata fuori dall’Europa nella stagione in corso: i nerazzurri sono destinati a chiudere il bilancio consolidato con un rosso di 80 milioni di euro, causato proprio dall’assenza dai tornei continentali.
La classifica del Milan – attualmente il club rossonero galleggia al decimo posto a 37 punti dalla capolista Juventus – difficilmente può consentire alla squadra di Clarence Seedorf di rientrare in Europa anche dalla porta secondaria dell’Europa League. Per questo la squadra deve già pensare alla stagione 2014-15 – ai più affezionati alle statistiche non può che ricordare quella del 1998-99, l’ultima in cui il Milan è rimasto fuori dalle competizioni europee – con l’obiettivo di conquistare l’accesso alla Champions league che vale circa 30 milioni di euro.

IL MILAN ORA SI SVALUTA. Detto quindi che restare fuori dall’Europa significa seri problemi di bilancio, l’aspetto economico va a intersecarsi direttamente con le voci, rilanciate da Bloomberg, che danno la famiglia Berlusconi in cerca di acquirenti per cedere la società rossonera.
Nonostante le smentite, per qualunque formazione presentarsi all’ipotetico tavolo delle trattative senza un posto in Champions league significherebbe ritrovarsi in posizione di svantaggio nei negoziati. Ma per il Milan, che Silvio Berlusconi nel 2012 aveva valutato circa 1 miliardo di euro (perForbesvale circa 700 milioni), potrebbe essere un vantaggio perché sono pochi quelli disposti a sborsare cifre simili. Quindi un prezzo di vendita più abbordabile potrebbe invogliare possibili compratori.

L’ANNO ZERO DEI ROSSONERI. Tralasciando le ipotesi che appartengono più al fantacalcio che alla realtà, la certezza è che il ko contro l’Atletico Madrid, per i rossoneri rappresenti l’anno zero. L’ennesimo per il club che s’è separato da poco dall’allenatore Massimiliano Allegri.
Le ripartenze possono essere lunghe, faticose e piene di errori. Oppure snelle, ficcanti e funzionali. In pochi anni, infatti, c’è chi dalle macerie è riuscito a risorgere.
Un po’ di casi? I più eclatanti sono quelli di Juventus e Borussia Dortmund, ma anche Roma e Liverpool sono esempi calzanti ai quali i rossoneri possono ispirarsi.
Ecco le squadre che sono rinate dopo aver toccato il fondo.

Juventus: dalla Serie B al nuovo dominio in Italia targato Conte

Dopo Calciopoli e dopo la Serie B, la Juventus ha impiegato qualche anno per tornare a dominare: dal 2007 al 2011 ha alternato alti e bassi, grandi acquisti e flop di mercato. E il management è cambiato completamente, presidente compreso.
Ciò che non è mai mancato è stata una regolare e continua immissioni di soldi: investimenti sul mercato e sulle strutture, con il nuovo stadio. La Juve si è ammodernata nel giro di un quadriennio, ha lasciato alle spalle i vecchi retaggi e ha puntato su Antonio Conte, uomo con un forte carisma.
I migliori colpi di mercato li ha piazzati spendendo relativamente poco (Carlitos Tevez a 11 milioni di euro, Paul Pogba, Fernando Llorente e Adrea Pirlo a parametro zero, Arturo Vidal a 10 milioni). Tutti passaggi che hanno permesso ai bianconeri per tornare a dominare. Quanto meno in Italia.

Borussia Dortmund: puntare sui giovani del vivaio per tornare a vincere

Era sull’orlo del fallimento, il Borussia Dortmund. La corazzata che negli Anni 90 sbaragliò anche la Juventus conquistando la Champions league ha attraversato momenti difficilissimi. Poi la ripartenza.
Area tecnica affidata a un ex grande giocatore giallonero, Marc Zorc e panchina all’emergente Jürgen Klopp. Valorizzazione dei giovani del vivaio, innestati in pianta stabile in prima squadra per qualche stagione. Cessioni importanti con reinvestimento immediato in altri giovani ancora più validi. Scommesse vinte.
Robert Lewandowski, Mario Goetze, Marco Reüs, Nuri Sahin venduto a peso d’oro e ripreso in prestito. Sono arrivati due titoli tedeschi e la finale di Champions league, oltre all’ammirazione di tutto il mondo.
Da squadra fallita a modello, il Borussia ora fa scuola.

Roma: di nuovo competitivi col mix di gioventù ed esperienza

Non era partito nel migliore dei modi il progetto della Roma in salsa americana. Luis Enrique, poi Zdeněk Zeman, scelte di mercato non in linea con le ambizioni della società.
La luce, in questo caso, l’ha portata Walter Sabatini, esempio di come un direttore sportivo in gamba possa cambiare le sorti di una squadra. Marquinhos ed Erik Lamela hanno fatto crescere la Roma nella stagione 2012-13, poi sono stati venduti a cifre altissime (oltre 60 milioni per entrambi), utilizzate per finanziare un mercato che ha permesso al nuovo tecnico Rudi Garcia di allestire una squadra competitiva, con il mix perfetto di gioventù ed esperienza (da Totti-Maicon a Florenzi-Destro).
Certo, la mano del tecnico francese è stata fondamentale, ma anche in questo caso la riuscita del ‘progetto’ è stato un mix di scelte di mercato, investimenti ed evoluzione tecnico tattica importante.

Liverpool: senza distrazioni europee è a livello di Chelsea e City

Un allenatore preparatissimo, determinato, capace di dare una scossa a un ambiente fermo al clamoroso successo in Champions league del 2005 con Rafa Benitez (proprio sul Milan).

Da quell’anno il Liverpool ha portato a casa solo una Coppa di Lega e una FA Cup. E negli ultimi anni ha spesso veleggiato a metà classifica. Con Brendan Rodgers, in quest’anno senza coppe, i Reds stanno volando, insidiando Chelsea, Manchester City e Arsenal.

Scommesse vinte, anche qui, come il rilancio di Coutinho; l’abilità di gestire un fenomeno come Luis Alberto Suarez, preso per sostituire Fernando Torres e finalmente esploso a livelli mondiali.