MAX BIAGGI/ Il Corsaro romano si ritira: ritratto di un campione

“Mi rendo conto però di aver sottratto tanto tempo al Max uomo, compagno di Eleonora e padre di due bambini. C’è un tempo e uno spazio per tutto, e questo per me è il tempo di fermarmi”. Così, all’età di 41 anni e dopo il suo titolo iridato in Superbike il pilota romano annuncia l’addio rinunciando ad un altro anno di contratto con l’Aprilia

 

di Federico Succi

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Dopo oltre vent’ anni in sella alle moto, ha deciso di smettere di inseguire avversari, anche se più che altro nella sua carriera si è fatto inseguire, ha smesso di cercare sempre il limite e ha smesso di piegare la sua moto sempre di più per prendere le curve sempre più veloci. Max Biaggi, il corsaro (soprannominato così nel mondo delle moto N.D.R), ha deciso di ritirarsi dalle corse all’età di 41 anni. Un simbolo dello sport italiano, un icona che ha contraddistinto le corse motociclistiche per oltre un ventennio regalando a questo sport momenti di assoluto delirio.

L’esordio avvenne nel 1991 nel motomondiale classe 250, in sella alla moto Team Italia per terminare la sua avventura nella moto Gp nel 2005 cavalcando una Repsol Honda e disputando 215 Gp con 4 titoli iridati vinti, per ben 42 volte è salito sul gradino più alto del podio e 111 volte si è “accontentato” degli altri gradini con ben 56 Pole Position ottenute, insomma numeri da veri campioni. Al termine del 2005 si ritira dal Motomondiale , per iniziare la sua avventura nella categoria Superbike dove corre dal 2007 al 2012 vincendo due mondiali e a fronte di 155 gran premi disputati con 21 vittorie e 70 podi.

biaggiInsomma una carriera ricchissima di successi  ma anche di scontri. Uno su tutti fu lo scontro con Valentino Rossi in Moto Gp, dove i due furono protagonisti di duelli accesissimi sia in pista che fuori. Un altro momento indimenticabile, in negativo, per lui fu quando lo squalificarono durante il GP di Barcellona “«Quel giorno ho capito che c’era anche un altro aspetto delle cose: the dark side of the power, il lato oscuro del potere». Era il 1998 e Biaggi era appena sbarcato nel pianeta delle 500, pianeta dove regnava incontrastato Mick Doohan.

Il pilota romano si trovava in testa al GP di Catalogna quando venne fermato dalla bandiera nera e squalificato per la gara successivo, fu accusato di aver effettuato un sorpasso ai danni di Alex Barros in presenza delle bandiere gialle. Peccato che quel sorpasso non sia mai avvenuto. Un’altra delle immagini indelebili di Max è la famosa impennata di Brno con la moto che sembrava ribaltarsi. Tutti questi ricordi, il pilota, li racconta con una certa commozione nella sala stampa di Vallelunga, location scelta non a caso visto che da li era partita la sua storia. Quasi a voler simboleggiare la chiusura del cerchio.

Ora dice di voler dedicare più spazio alla famiglia, cosa che invece non aveva potuto fare per pensare alle corse e soprattutto cercherà di tenere a bada il suo lato oscuro, quel lato di follia che ogni pilota ha. Così, all’età di 41 anni e dopo 24 anni passati in sella alle moto, Max Biaggi decide di ritirarsi dopo aver vinto l’ennesimo Mondiale della sua splendida carriera, nonostante avesse un contratto già pronto con l’Aprilia….solo i veri Campioni sanno quando è il momento giusto per smettere.

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