La Formula 1 oggi? Nel 2010 è solo scontro con la FIA

Nonostante tutto la Formula 1 di una volta non era più spettacolare. Oggi, nel 2010, è semplicemente inquinata dallo scontro tra scuderie e piloti vs FIA.

di Eleonora Scuncio

F1_Start_Generica_Ferrari_PressQuante volte, negli ultimi anni, abbiamo ascoltato pronunciare da intenditori della Formula 1 e da suoi profani espressioni del tipo “…una volta sì che la Formula 1 era avvincente, ora invece…” oppure “…il GP è diventato talmente noioso che viene consigliato come sonnifero…” oppure “…i piloti di oggi non sono più capaci di sorpassi spettacolari come una volta…”.

Si tratta, a mio avviso, di un gruppo di critici e sognatori con scarsa memoria secondo cui la Formula 1, fino ad una decina di anni fa, avrebbe offerto ai suoi fans spettacoli avvincenti a gogò e quantità smisurate di sorpassi spericolati e di manovre da rimanere con il fiato sospeso semplicemente perché i piloti di ieri avevano coraggio da vendere, mentre quelli di oggi potrebbero essere solo paragonati a tassisti che utilizzano un tassametro spropositatamente esoso.

E’ facile intuire che non condivido queste conclusioni alquanto affrettate. Credo, semplicemente, che se la Formula 1 non è più quella di una volta è perché, nel corso degli anni, ci sono stati dei cambiamenti all’interno di questo “mestiere” consequenziali a mutamenti sociali. Infatti, se si operasse un’attenta analisi degli ultimi gran premi e, soprattutto, dei regolamenti, potremmo accorgerci che ciò che è mutato davvero è il livello di sicurezza, il cui innalzamento ha come obiettivo la riduzione, per i piloti, di quei rischi mai annullati senza mettere in discussione il loro coraggio. Sono solo atleti che, con le loro squadre, al pari di altre discipline sportive, devono tener presente le norme dettate dal loro regolamento per ottenere una sicurezza maggiore e per evitare di alternare le prove sui circuiti a processi dinanzi al Consiglio Mondiale della FIA. L’ostacolo allo spettacolo firmato Formula 1, quindi, è rappresentato dalle regole tecniche troppo restrittive.

Oggi l’esistenza della Formula 1 è alimentata dallo scontro tra scuderie e piloti da un lato e FIA e regole tecniche dall’altro. Scontro che sta degenerando sempre di più dati i ristretti limiti imposti per condizionare la libertà di strategia degli ingegneri e dei piloti e i confini così labili della legalità in Formula 1.

Un ultimo esempio di questo conflitto velato ci è fornito dalla questione sollevata da Ross Brawn, direttore sportivo della Mercedes GP, il quale, incuriosito dalle ali anteriori troppo flessibili della Red Bull di Adrian Newey, ha subito messo, in modo educato, l’indice sulla questione per sensibilizzarvi la FIA. Bisogna sapere che in F1 tutto funziona così: all’insegna dell’ipocrisia. Nessuno procede mai ad un vero e proprio reclamo secondo la normativa prevista dal regolamento. Eddie Jordan, che ci provò anni fa si ricorda ancora del risultato: furono squalificate le sue macchine alla gara seguente! Tutto si svolge, piuttosto, tramite informazioni dirette, suggerimenti a Charlie Whiting, magari anche a mezzo stampa. Il sistema è sempre lo stesso, denunciare la ‘frode’ presunta del vicino di box, chiedendo se si può fare lo stesso, ma spiegando per bene nella domanda quali irregolarità potrebbe celare tale o tal’altra soluzione. Allo scopo d’evidenziare il ‘vizio di forma’ e farla vietare. E’ il cosiddetto sistema di domande e chiarificazioni che ha inquinato negli ultimi lustri la F1. A tal punto che il regolamento tecnico ha poco valore senza essere integrato dalle corrispondenze FIA e squadre, ovvero le cosiddette “chiarificazioni”.

 

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