JEREMY LIN/ Una storia che solo il basket Nba può regalare

jeremy-lin_linsanity

È una di quelle storie che fanno amare lo sport, che il destino scrive senza tralasciare dettagli e colpi di scena, che appassionano tutti, tifosi abituali e non. Jeremy Lin, cresciuto in California ma da famiglia di origine cinese e taiwanese, sta scrivendo una delle pagine recenti più sorprendenti dello sport americano.

 

“È un ottimo giocatore e guardando da vicino quanto accaduto nelle ultime due settimane non mi ha sorpreso. Sa giocare molto bene sul pick and roll e soprattutto ancora una volta ha segnato i canestri decisivi”. “E’ fantastico. La prossima partita potrebbe segnare 30 punti”. Dirk Nowitzki, miglior giocatore del campionato americano di pallacanestro nella passata stagione, e Mike D’Antoni, coach dei New York Knicks, squadra dove milita il protagonista di quella che è una tipica storia da “American dream”, non hanno dubbi: è il momento di Jeremy Lin, da poche settimane nuovo idolo del basket americano.

Pazzi per Lin. La “Linsanity” ha colpito tutti. Giocatori di primo piano, allenatori che ne studiano marcature speciali, tifosi che seguono ogni gara dei Knicks e che col gioco di parole volto a indicare la follia del ragazzo, e del momento che sta vivendo, lanciano numerosissimi tweet da ogni parte del globo. È una storia di quelle che fanno il giro del mondo, appunto, e che, lo si intuisce da subito, nascondono (neanche così bene) un lieto fine. Lo si intuisce dopo i 25 punti all’esordio da titolare contro i Nets; dopo i 38 (record personale) conditi da 7 assist nella vittoria contro i Lakers; dopo il tiro della vittoria messo a segno contro i Raptors: palla al giovane playmaker in isolamento per un “uno contro uno” che non poteva terminare in altro modo che non con un canestro sulla sirena. Lo dicono anche i numeri: mai nessuno ha segnato così tanto nelle prime cinque partite disputate da titolare (27,2 punti a partita). Neanche i più grandi, neanche Magic, neanche Michael Jordan. Gli indizi dunque sono parecchi.

Studente modello. Il ventitreenne col numero 17 è giunto ai New York Knicks dopo poche e poco incisive partite disputate la scorsa stagione nei Golden State Warriors. Prima ancora, nessuna squadra Nba lo aveva scelto nel draft, la selezione di nuovi giocatori provenienti da università e altri campionati e così Lin si era ritrovato ad aspettare, senza un contratto, fino all’offerta dei Warriors. Anche la sua carriera universitaria non è stata di primissimo piano, almeno a livello cestistico: il nostro si distinse per lo più per la sua propensione allo studio, che lo portò a conseguire la laurea in economia ad Harvard. Solo dopo aver terminato gli studi decise di provare a intraprendere la carriera in Nba. Con risultati che sono sotto l’occhio di tutti.

Una nuova New York. Mike D’Antoni, appena venti giorni fa, era all’ultima spiaggia. A un passo dall’esonero dopo un inizio di campionato pessimo, oltre ogni più negativa aspettativa. Quando meno te l’aspetti, ecco che cambia tutto. Complici diversi infortuni, il coach dei Knicks decide di lanciare sul parquet il giovane Lin, fino a quel momento utilizzato col contagocce e per questo semisconosciuto. È il 4 febbraio, e da quel giorno i Knicks hanno perso solo due partite, vincendone otto. La squadra della Grande Mela è adesso in piena zona play off, al settimo posto nella Eaststern Conference, e ha davanti a sé sicuramente prospettive interessanti. Per quando comincerà la post-season, quando le partite conteranno per il titolo, la squadra di New York, alla quale l’anello di campione manca da quasi quarant’anni, dalla vittoria nella stagione 1972-1973, sarà infatti al completo e sicuramente temibile per tutti.

Le carte in regole ci sono tutte e si chiamano Melo Anthony, Stoudemire, Chandler (campione la passata stagione con i Mavs), il nuovo arrivato J.R. Smith, il rientrante Baron Davis. Oltre ovviamente a lui, Jeremy Lin, uno a cui “piace avere la palla quando la partita sta per finire”. Un altro indizio, se ce ne fosse bisogno.

LEGGI ANCHE

 GIANLUCA BASILE/ Il re del “tiro ignorante” is back…

 BASKET NBA/ Stop al lockout. Si riparte

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.