Rovesciamo il ’68: pensieri controcorrente di Marcello Veneziani

Marcello Veneziani

Marcello Veneziani

Cosa ci ha lasciato il 1968? Nulla di rivoluzionario in politica. Ha però trasformato radicalmente la società e i costumi occidentali. Ha distrutto il vecchio conformismo sociale per una nuova forma di omologazione, nichilista e intollerante.

Nihil. E’ la parola latina che esprime il nulla, il vuoto. Il Nichilista è colui che non ha fede nei sistemi ideologici o etici e relativizza ogni aspetto della vita umana: dalle abitudini quotidiane al tradizionale binomio “bene – male”. La società moderna o post-moderna è nichilista, omologante e asfissiante più di qualsiasi altra società del passato. Paradossalmente i sessantottini, animati dalla loro fede nel progresso sociale ed umano, hanno creato un Leviatano, un ordine collettivo tirannico.

La merce e la cultura del benessere e dell’edonismo sono i nostri attuali nemici.

I sessantottini, ci racconta il giornalista e filosofo Marcello Veneziani, sono dovunque, si annidano nelle istituzioni, nella scuola e nel mondo culturale e senza remore diffondono ancora i germi della loro ideologia. Sono per la pace e fraternità, per la tolleranza e comprensione…se rispettano i loro principi. Chi non è conforme viene perseguitato, espulso dalla massa.

Cresciuti nel mito della liberazione culturale, nell’utopia socialista e umanista, i sessantottini hanno distrutto le fondamenta della società, senza peraltro correggere gli errori che questa naturalmente aveva in se. Hanno altresì creato nuovi “gap”, nuovi “orrori” di cui oggi paghiamo le conseguenza. Ingenui, infantili e indifferenti: Veneziani non risparmia parole per definire il prodotto umano del sessantotto. Generazioni di bambini eterni, cresciuti e cullati nell’illusione della vita facile ed edonista, oggi affollano i luoghi del potere e della cultura.

La società attuale è liquida, un magma caotico. L’uomo è differenziato, ma non si distingue dalla massa, lo è solo per il suo iper-individualismo. L’omologazione culturale di massa è la sola cosa che lo accomuna all’altro. La merce ha finito per prevalere negli spazi vuoti lasciati dai valori e l’utilitarismo è l’unico “modus vivendi” da seguire.

“Rovesciamo il ’68: pensieri contromano su quarant’anni di conformismo di massa” è uno Zibaldone moderno, una raccolta di pensieri controcorrente; fessure nella realtà in cui scrutare aspetti particolari della contemporaneità. Veneziani elabora una critica serrata e radicale della cultura post-moderna, operando un rovesciamento dei normali punti di vista.

La Tradizione, la nostra eredità spirituale, non è poi così malvagia.

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