Radio Belva, rivoluzione o minchiata galattica? E intanto Silvio apprezza…

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Il Direttore Generale dell’informazione Mediaset Mauro Crippa lascia presagire, in un altro comunicato, che Radio Belva verrà riproposto in una nuova collocazione. Magari in seconda serata su Italia1, come riporta Tvblog.it . Intanto il programma fa discutere e, si mormora, pare che persino Berlusconi si sia lasciato incantare da quei “due stronzi”…

 

“Radio Belva torna ai box. La nuova trasmissione di Cruciani e Parenzo ha provato a fare un giro di pista, ma è finita fuori alla seconda curva: ieri sera ho visto cose che non si possono vedere in onda, e che non possiamo e non dobbiamo permetterci di trasmettere. Spesso ci si lamenta perché la televisione non tenta nuovi format e nuovi volti, ma come sappiamo la strada della sperimentazione è piena di insidie e inevitabilmente anche di errori che devono essere corretti. Il prototipo di Radio Belva, dunque, rientra in officina per la messa punto. E per tornare prossimamente in gara nelle forme e nei modi che vi faremo sapere al più presto”.

Retequattro sospende la messa in onda di Radio Belva. Lo annuncia un comunicato Mediaset ufficiale appena diramato agli organi di stampa. Con tanto di dichiarazioni del Direttore di rete Giuseppe Feyles:
“Il programma non ha le caratteristiche di tono e contenuto adatti al prime time della rete. Ieri, in alcuni momenti, la concitazione della diretta ha preso una deriva non condivisibile, della quale ci scusiamo con il pubblico e gli ospiti in studio e in collegamento. Ringrazio comunque Cruciani e Parenzo, le cui capacità professionali non sono in discussione, e Videonews che ha realizzato il programma e che continuerà in futuro a fornire alla rete prodotti di qualità e successo”.

Pur trovando più che condivisibile la scelta fatta dai vertici Mediaset, mi permetto di segnalarne l’ipocrisia di fondo. E’ stato più umiliante il programma o l’ascolto? Se oggi l’Auditel non avesse dato il terribile responso di 670.000 spettatori e del 2.79% sarebbe stata presa la stessa decisione?

Avrei trovato molto più coerente, da parte del Direttore di Rete4, vigilare in diretta su un programma così rischioso, sospendolo in corsa. Dopo aver sentito qualsiasi tipo di parolaccia e volgarità, ieri sera (un vero insulto al pubblico), già far proseguire la puntata fino alla fine è stato un gesto irresponsabile.

Per il resto Giuseppe Cruciani e David Parenzo si meritavano questo bel bagno di responsabilità. Tronfi di aver fatto “casino” col caso Barilla, pensavano di essere diventati i paladini della libertà giornalistica. Invece ieri hanno dimostrato di non avere il benché minimo senso della professionalità, aizzando uno dei climi più beceri della storia della televisione italiana.

Cruciani lo ricorderemo per sempre così:

“Se Mediaset ci compra vuol dire che sa chi prende, sanno che usiamo un linguaggio schietto (in tv lo faremo un po’ meno). I paletti editoriali ci sono come in tutte le aziende, ovvio. Ma se uno li vive in maniera realistica e positiva non sono un problema”.

Soprattutto Parenzo meriterebbe di starsene un po’ a casa, dopo il disastro del talk show estivo su RaiTre La guerra dei mondi e un passato diviso tra un contributo a In onda su La7 e qualche programma inutile su Mtv. Insomma, non si può dire che non gli siano mancate le occasioni (perdute) a reti unificate.

Una cosa è certa: la morte prematura di Radio Belva è costruttiva, perché dissuaderà qualsiasi altro competitor a rifare programmi fondati sulla rissa a tavolino (che è demodè, visto che non ci sono più i professionisti del trash come Gianfranco Funari e Maurizio Costanzo).

E ancora una volta il vincitore morale che non ti aspetti è Gianluigi Paragone, l’unico sopravvissuto al mercoledì sera con La sua Gabbia (che ieri sera ha superato dignitosamente gli 800 mila spettatori, con il 3.51% di share). Dopo aver messo in fuga al venerdì Virus di Porro, da dover andare contro due programmi di informazione (non che Radio Belva lo fosse) ora si ritrova solo. E, a confronto con Radio Belva, La Gabbia sembra quasi elegante.

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