Le luci che si vedono in cielo

Carl Jung

Carl Jung

Nella notte i centralini delle forze dell’ordine ricevono centinaia di richieste d’aiuto. Voci tremolanti raccontano di strani avvistamenti nei cieli notturni: luci anomale solcano le tenebre e spargono sgomento tra la popolazione.

Allucinazioni o realtà? Nessuno è mai riuscito a dare una risposta certa al fenomeno “ufo”. Eppure ogni giorno i centralini delle forze dell’ordine ricevono denuncie e migliaia di testimoni affermano di aver visto strane “luci nel cielo”; qualcuno dichiarata addirittura di aver avuto contatti con strane entità aliene.

Basta una notizia su “oggetti volanti non identificati” e subito ci si immagina extraterrestri e navicelle spaziali, laser e ogni sorta di tecnologia ultraterrena. Eppure nessuno analizza a fondo quell’espressione: si parla di “oggetti” di cui si ignora la loro natura. Possono essere palloni meteorologici o satelliti, droni o semplici aerei. Nessuno ha mai identificato con certezza la presenza di veicoli alieni.

L’anelito al mistero, all’irrazionale e all’altro nell’era tecnologica viene soddisfatta dagli “ufo”, un mito tutto moderno. Qualsiasi avvistamento sospetto nei cieli è automaticamente un essere alieno, anche se, come abbiamo già detto, non ci siano prove a carico.

La cultura ha sostanzialmente creato una nuova mitologia, localizzata nel cielo, tra gli astri, e con alieni e dischi volanti al posto di eroi e mostri famelici.

Carl Gustav Jung lo aveva intuito. Aveva capito che il fenomeno “ufo” è una costruzione della mitopoiesi umana. Non esistono navicelle né esseri umanoidi che ci fanno visita. La nostra mente è condizionata da fattori culturali e quindi a sua volta dall’inconscio e dagli archetipi.

In pieni anni cinquanta questa spiegazione  avrebbe fatto passare Jung per eretico. Attualmente il suo saggio “Un mito moderno: le cose che si vedono in cielo” è riconosciuto quale uno degli studi più seri sulla pseudo-scienza ufologica.

E’ un saggio di semiotica, ma anche di psicanalisi. Non è tecnico, come si potrebbe pensare, ma ha un linguaggio che facilita la comprensione delle innumerevoli tesi che Jung disquisisce in questo saggio. E’ un viaggio affascinante nella cultura popolare dell’epoca, ma anche un’ulteriore esplorazione dell’inconscio umano, alla ricerca della vera essenza del fenomeno “ufo”.

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