L’irresistibile fascino del Radical Chic.

radical chic mini

Il Radical Chic è un animale da salotto. Ama le comodità che il suo essere borghese gli concede. Vive la sua vita tra salotti bene e appartamenti lussuosi, instancabile nell’affrontare cocktail party o semplici incontri al golf club. E’ un essere sociale che si distingue dai “comuni mortali” troppo impegnati con la monotonia quotidiana: lavoro, studio, casa…

 

Anche il Radical Chic non se la passa poi tanto bene. La vita di tutti i giorni alle volte lo soffoca ed è molto ripetitiva. Avere ricchezza e fama non è certo un palliativo al grigiore di un’esistenza agiata. I costumi borghesi, così rigidi e formali, possono disturbare i più sensibili. Possono sfiancare le più mondane delle dame dell’alta società. Il Radical Chic va alla ricerca dell’eccitazione, del brivido per fuggire dal suo essere un “borghese infelice”. Le feste? No, banali. Andare al Club? Lo stesso, scontato. Lo shopping? Ti allieva il “dolore”, non lo cura.

Ma, ecco la soluzione: ospitare nel salotto di casa un radicale! Una trasgressione imperdonabile per il più severo apologeta borghese! Non c’è differenza: antimilitaristi, Pantere nere, anarchici e comunisti sono tutti graditi. Vengono invitati a cena, si prepara per loro un pasto abbondante e si organizza un’accoglienza degna di un principe. E poi si arriva al clou, al momento del discorso e dell’osservazione. Si, perché il padrone di casa accoglie anche i suoi amici e insieme osservano estasiati un uomo diverso e probabilmente più felice di loro. E’ il brivido che cercavano. Guardano i suoi vestiti, i suoi gesti e ascoltano le sue parole di fuoco. Rivoluzione, guerra, lotta contro l’oppressione va tutto bene, anche il Radical Chic prende parte al gioco e anzi aiuta la causa con laute donazioni. Si fa a gara, come racconta il giornalista americano Tom Wolfe, a chi dona di più. Chi “sgancia” più fondi è maggiormente partecipe di chi ne mette di meno: è probabilmente il più colpito dalle parole del rivoluzionario. Ascolta rapito quei discorsi di fuoco e vuole anche lui prendere parte ad un gioco di ruolo così trasgressivo. Questi sono i momenti migliori per sfogare le proprie frustrazioni.

Finalmente un attimo di respiro nel soffocante clima dell’alta società. Il rivoluzionario continua nel parlare e nell’argomentare, conscio che è il momento adatto a rimpinguare le casse della sua organizzazione. Allo stesso modo il Radical Chic ne approfitta per fare mostra di se: non ha certo perso il vizio dell’apparire.

Ognuno ha i suoi interessi e ognuno si sente appagato. Attenzione però, i discorsi del militante politico si spingono troppo in là. Chiedere un piccolo aiuto economico e il sostegno morale va bene, ma parlare di ribaltare le sorti della borghesia no! Il Radical Chic, da bravo classista, in questi momenti storce un po’ il naso, ma alla fine passa oltre, sapendo che fa parte del gioco. Non si può scartare a priori ciò che non piace. Va preso tutto, perché anche questo è trasgressione.

Nei lontani anni sessanta il radicale amava ospitare Pantere nere ed hippies, soggetti alquanto fuori dal comune e molto “pericolosi”. Coltivava idee liberal e alternative, spesso vicini a posizioni anarchiche. Non di rado era partecipe di movimenti e idee estremiste, spesso sfocianti nel crimine. Indro Montanelli inveì contro la giornalista Camilla Cederna accusata di parteggiare per l’estremismo di sinistra, complice la sua inchiesta sulla morte dell’anarchico Pinelli. Il Radical Chic di oggi è al contrario un convinto pacifista, ambientalista e un fervente progressista. Mette il suo talento e il suo benessere economico a servizio della causa “rivoluzionaria”.

Al di là di queste brevi considerazioni sul passato e sul presente, i Radical Chic di ieri e di oggi hanno in comune un fascino irresistibile. Sono animali da salotto, come già li abbiamo definiti, amanti del lusso e dei cocktail party; ipocriti per certi versi, ma sempre pronti a nasconderlo sotto un velo di purezza ideologica. Ci ricordano quegli eroi romantici, figli dell’alta borghesia, che rinunciavano a tutto pur di far valere la propria causa.

Eroi di altri tempi che ancora oggi ci ammaliano in un mondo così stantio. Il loro fascino risiede nel loro saper mostrarsi ribelli a scapito del loro ruolo sociale. Sono rivoluzionari si, ma non rinunciano mai ad un buon bicchiere di vino!

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