Intrigo e falsità. Il gran falò della vanità

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Quali vantaggi ha, chi ha il mondo in mano e ha perso l’anima? Il Padrone dell’Universo ha barattato il suo Io per il denaro e il successo. Sherman McCoy, protagonista de “Il falò delle vanità”, ha dato tutto se stesso per una vita ricca e prospera. Ha una casa lussuosa, una famiglia e una doppia vita, come conviene a chi ha il potere. E’ un velo, quello che avvolge gli occhi di McCoy, un panno che gli impedisce di vedere cosa è diventato. Tom Wolfe ci racconta la vita e la rinascita di Sherman, con uno sguardo severo e di biasimo verso quelli furono gli anni ottanta, pregni di edonismo e di inganni.

 

Sherman McCoy è un brillante e avvenente uomo d’affari di Manhattan, un Padrone dell’Universo che guarda il mondo dal cinquantunesimo piano del grattacelo della Pierce & Pierce. Si sente un vincente, invidiato dai suoi colleghi e dalle persone comuni, quelle formiche che percorrono con affanno i marciapiedi della downtown. E’ il numero uno della sua società, il suo capo lo ammira e gli affida i compiti più difficili e remunerativi. Quando cammina per la sala delle contrattazioni, in mezzo alla folla di broker, si muove sempre su un gradino superiore rispetto agli altri.

Ha dato se stesso, la sua anima, per il lusso. Nulla lo impaurisce e ambisce sempre di più a scalare la vetta sociale.

La sua vita è perfetta: è un nuovo aristocratico di Park Avenue e può vantare di essere figlio di un grande avvocato della Grande Mela, temuto e rispettato da tutti.

Vive nel suo sontuoso appartamento, lontano dagli “altri”, da coloro che affollano ogni giorno le strade di New York. Quei falliti, si, quegli imbelli sono la feccia che appesta le strade, rendendola invivibile.

Ha una doppia vita, con Maria Ruskin, giovane moglie di un noto capitalista newyorchese, con lei si sente forte e giovane. Sarà proprio in compagnia di Maria che la sua vita cambierà.

Una sera girando per il Bronx, avendo smarrito la strada per Manahttan, investono un ragazzo di colore. E’ la fine per Sherman.

In un batter d’occhio perderà tutto: la famiglia, il lavoro e gli amici. Il suo mondo aristocratico lo snobberà o lo tratterà come un fenomeno da baraccone e la sua ricchezza scemerà sempre di più. La sua storia diventerà una commedia in cui tutti, dagli accusatori ai difensori, avranno sporchi interessi da difendere e da portare avanti. Si ritroverà ad essere capro espiatorio e pedina di giochi politici.

In un immenso falò, divampato dalla disperazione e dalla frenesia dei media, le vanità e gli inganni di tutti, nessuno escluso, verranno distrutte e ridotte in cenere. Ognuno apparirà per quello che è; qualcuno finalmente potrà riacquistare la sua anima.

Uscito nel 1987, il libro vendette milioni di copie e consacrò Tom Wolfe a nuovo mentore della letteratura americana contemporanea. Con spirito critico, quale si conviene ad un giornalista, indaga e svela i retroscena degli anni ottanta, ricordati per essere il culmine dell’edonismo più becero e più accattivante. Dietro alle agenzie di brokeraggio, dietro alle maschere di rispettabilità si celano le più nefande frivolezze del genere umano.

Un libro sensazionale per chi ama la verità oltre ogni intrigo e falsità.

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