I telefilm crime impazzano in tv, per il benessere dello spettatore

telefilm crime impazzano in tv

Da anni ormai siamo bombardati letteralmente da telefilm sul crimine, italiani o stranieri (statunitensi per lo più). Ogni giorno decine e decine di omicidi vengono risolti da prodi detective della televisione: eroi quotidiani che ci rassicurano in un mondo dove spesso il colpevole non viene trovato o la passa liscia troppo facilmente. Sarà questo a rendere questi prodotti così affascinanti e seguiti?

 

CSI, The mentalist, RIS, Squadra antimafia, NCYS….sono solo alcune delle serie “crime” più seguite e “pop”, se così si possono definire. Tutti noi, chi di più, chi di meno, ha seguito con curiosità storie di assassini e di poliziotti dediti al loro mestiere e pronti a sacrificarsi per la giustizia e il bene comune.

Sono casi certamente molto rassicuranti che ci mostrano un mondo dove il bene trionfa e il male ne esce sempre sconfitto. Gli innocenti e i buoni possono finalmente vivere in pace e in amore, un finale da favola, letteralmente. Le trame sono accattivanti e i cast presentano nomi e volti noti e, perché no, anche belli per non deludere il pubblico femminile o maschile. 

 Un quadro piacevole e amabile. Dietro a queste immagini pregne di sicurezza e bontà, si nascondono spesso paure e insicurezze. Potrebbe sembrare tuttavia un discorso “da dotti” e poco attinente a prodotti televisivi. In realtà, come ha più volte ricordato Giancarlo De Cataldo (famoso giallista italiano), dietro alla passione per il thriller si cela la voglia di ritrovare quelle certezze che nella vita di tutti i giorni sono più delle volte negate.

Chi di noi non ha mai provato disgusto o paura nel sentire storie di criminalità sguinzagliata o di degrado sociale? Si rimane turbati nel trovarsi in un contesto sociale così anomalo. Si ha paura di uscire di casa di notte; si teme di non trovare mai giustizia, anche per questioni di poco conto; insomma non viviamo bene, siamo afflitti da paranoie.

Il telefilm, può sembrare banale, ha l’effetto di esorcizzare queste fobie. Per un lasso di tempo breve, trenta o quaranta minuti (la durata di un episodio), lo spettatore si sente in pace con se stesso. Prova piacere (sessuale, qualcuno ha affermato!) nel vedere come il crimine non vinca sempre, ma venga puntualmente punito da eroi contemporanei imperterriti.

In definitiva il thiller contemporaneo è lo specchio della società attuale, della metropoli caotica e anonima e della follia pubblica. Un caos placato episodio dopo episodio.

Quindi, quando vedrete un “crime”, state pur certi che la soddisfazione che proverete nel vedere il reo in manette sarà un sollievo tutto speciale.

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