I sordi contro la Rai: ”Vogliamo il servizio di sottotitolazione”

sordi contro rai

Nonostante paghino il canone, migliaia di persone sorde non possono seguire tutti i programmi della Rai. A parte le tre reti ammiraglia in quelle digitali il servizio è totalmente assente a causa dell’impossibilità di collegamento al televideo. L’appello dello psicologo sordo Gianfreda: non ci escludano dalla cultura.

 

Un disservizio di cui si è occupata l’associazione change.org. La quale, attraverso Gabriele Gianfreda, psicologo non udente, ha lanciato una petizione di firme. Nella quale si chiede alla Rai di risolvere questo problema.

Tutto questo – come dichiara lo psicologo – perché  non abbiano alternative per accedere ai contenuti prodotti da un’emittente televisiva di uno Stato che ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”.

L’ideatore della petizione lavora come consulente e formatore presso l’Istituto Statale per Sordi di Roma.

Quando ero piccolo, diversi anni fa – ha dichiarato – non ho potuto accedere ai sottotitoli per la maggior parte dei cartoni animati, fatta eccezione per Tom & Jerry o Beep Beep & Willy Coyote, in cui veniva dato largo spazio all’azione e alle espressioni facciali. Ho dovuto utilizzare una massiccia dose di inventiva per immaginare i dialoghi dei personaggi, che fenomenologicamente per me corrispondevano solo ad un aprirsi e chiudersi delle loro bocche. Negli ultimi vent’anni, grazie ad una continua sollecitazione da parte delle associazioni che tutelano i diritti delle persone sorde, si è assistito ad un graduale ma lento processo di estensione del servizio di sottotitolazione su più trasmissioni dei canali RAI, distribuito su diverse fasce orarie”.

Ora fortunatamente la situazione è migliorata. Ora infatti è possibile attivare i sottotitoli sulla maggior parte dei programmi di Rai 1, Rai 2 e Rai 3. Non avviene però la stessa cosa sugli stessi canali in Hd nonostante la presenza del televideo. Niente sottotitoli nemmeno per il sito web della Rai.

Non è per nulla possibile – continua Gabriele Gianfreda –  fruire di contenuti sottotitolati sui “recenti” canali digitali: Rai4, Rai5, RaiMovie, RaiPremium, RaiGulp, RaiYoYo, RaiStoria, RaiScuola,RaiNews, RaiSport 1, RaiSport 2. Una persona sorda che vuole guardare, ad esempio, un documentario o un film trasmesso su questi canali, semplicemente non può”.

Una circostanza che ha conseguenze rilevanti non solo sulla qualità della vita ma anche sulla possibilità di accedere all’informazione o alla cultura. I sordi così hanno meno opportunità di verificare o approfondire le proprie competenze nell’italiano in relazione ad un efficace utilizzo della lingua.

Chiedo pertanto alla Rai– conclude Gianfreda-  se sia giusto che bambini e ragazzi con sordità rilevanti debbano perdersi episodi e ambienti presentati in trasmissioni a valenza educativa, che costituiscono opportunità per il loro sviluppo linguistico, cognitivo e sociale”.

Per ora sono state raggiunte circa 12 mila firme. L’obiettivo dei sostenitori è ora quello di arrivare a quindicimila per presentarla agli uffici di viale Mazzini.

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