Festival Cannes 2014, arriva il programma dei film in concorso: successo assicurato

 festival cannes 2014

Uno dei migliori intenditori di cinema su piazza, Marco Giusti su Dagospia, ci racconta il programma dei film in concorso al Festival di Cannes 2014, che dal 15 al 24 maggio prossimo ci delizierà con alcune perle di indubbio valore. Ecco quali sono.

 

Ci siamo. Godard-Cronenberg-Tommy Lee Jones-Loach-Leigh… E’ arrivato l’elenco ufficiale dei film che vedremo in concorso o meno al Festival di Cannes dal prossimo 15 maggio al 24 (un giorno in meno perché si deve votare). Diciamo subito che il film di Asia Argento con Charlotte Gainsbourg e Gabriel Garko, “Incompresa”, c’è ma è scivolato a “Un Certain Regard”. Mal di poco. In concorso, invece, finisce come unico film italiano, “Le meraviglie” di Alice Rophrwacher, al suo secondo film, interpretato da sua sorella Alba e Monica Bellucci.

Tra gli altri film in concorso, come previsto, troviamo il grande Jean-Luc Godard con “Adieu au langage 3D”, atteso già l’anno scorso, David Cronenberg con “Maps To The Stars” con Robert Pattinson, Julianne Moore, Mia Wasikowska e Olivia Williams, delirio sul cinico mondo di Hollywood e sulle baby star, i fratelli Dardenne con “Deux jours, une nuit” con Marion Cotillard, la giapponese Naomi Kawase con “Still the Water”, Michel Haznavicious, il regista di “The Artist” con “The Search”, remake del celebre film di Fred Zinneman del 1948 con Bérénice Bejo et Annette Bening,

la versione hard della vita folle di Yves Saint Laurent di Bertrand Bonello con Gaspard Ulliel e Léa Seydoux, “Saint Laurent”, i canadesi Atom Egoyan e Xavier Dolan con “The Captive” e “Mommy”, Olivier Assayas con “Clouds of Sils Maria” con Kristen Stewart e Juliette Binoche, Bennett Miller con “Foxcatcher” interpretato da Steve Carell, Channing Tatum e Mark Ruffalo, Tommy Lee Jones con “The Homesmen”, western che sembra bellissimo dal trailer, con lo stesso Tommy Lee Jones che viene assoldato da Hilary Swank per scortare tre donne pazze fino all’Iowa in mezzo alla pericolosa prateria piena di indiani e di banditi.

Poi l’eterno Ken Loach con “Jimmy’s Hall” e Mike Leigh con “Mr Turner”, l’Antonioni turco (te piacerebbe…) Nuri Bilge Ceylan con “Winter Tales” della simpatica durata di tre ore e passa (sono già lì che dormo), “Leviathan” del russo Andrey Zvyagintsev, “Tombouctu” del mauritiano Abderrhmane Sissako e Damian Szifron con “Relatos Salvajes”.

Fuori competizioni Zhang Yimou con “Coming Home”, Yves Jeuland con “Les Gens du Monde”, Dean DeBois con il cartone animato Dreamworks “How To Train Your Dragon 2”. Apre, come sapevamo, “Grace of Monaco” di Olivier Dahan. A parte la scomparsa del film di Woodt Allen e la rinuncia (motivi personali) di Faith Akin, tutto come previsto.

Tra i film di mezzanotte l’attesissimo “The Rover” dell’australiano David Michod, il regista di “Animal Kingdom”, con Robert Pattinson e Guy Pearce, “The Salvation” di Kristian Levring con la superstar Madds Mikelssen, “The Target” di Yoon Hong-seung, remake del celebre “Poit Blank” di John Boorman. Tra le proiezioni speciali “The Bridges of Sarajevo”, diretto da tredici registi, tra cui ancora Godard, i nostri Leonardo Di Costanzo (il regista di “L’intervallo”) e Vincenzo Marra, il russo Sergei Loznitsa,

“Eau argentee” di Mohammed Ossama, “Maidan” dello strepitoso Sergei Loznitsa, creatura di Cannes, “Red Army” di Polsky Gabe, “Caricaturistes – Fantassins de la democrazie” di Stephanie Valloatto. “Incompresa” di Asia Argento, prodotto da Wildside e distribuito dalla Good Film di Ginevra Elkann finisce quindi in “Un Certain Regard”, ce se po’ sta.

Nella stessa sezione troviamo, oltre al documentario di apertura, “Party Girl”, di Marie Amachoukeli-Barsacq, Claire Burger, Samuel Theis, “The Blue Room” di Mathieu Amalric, l’opera prima di Ryan Gosling “Los River”, “The Salt of the Earth” di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado.

Poi “Amour Fou” di Jessica Hausner, la regista di “Lourdes”, “Bird People” di Pascal Ferran con Josh Charles, “Charlie’s Country” dell’australiano Rolf de Heer con l’attore aborigeno David Gulpilil, presentato in patria otto mesi fa (sob!), “Dohee-ya” di July Jung, “Eleanor Rigby” di Ned Benson con Jessica Chastain, James McAvoy e Isabelle Huppert, presentato in una versione più corta di un’ora rispetto a quella originale (e già qualcuno ringrazia il produttore Harvey Weinstein),

“Fantasia” di Wang Chao, “Harcheck mi headro” di Keren Yedaya, “Hermosa juventud” di Jaime Rosales, “Jauja” di Lisandro Alonso con Viggo Mortensen, “Run” di Philippe Lacote,”Snow in Paradise” di Andrew Hulme,”Titli” di Kanu Behl, “Tourist” di Ruben Ostlund. Mancano ancora all’appello i film della altre sezioni, dove dovrebbe arrivare qualche buona sorpresa per il cinema italiano. Si parla di “Più buio di mezzanotte non può fare”, opera prima di Sebastiano Risi dedicato alla vita di Fuksia, la più celebre drag queen catanese… Magari.

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