Dj Trava, ecco il figlio rapper del più noto giornalista d’Italia: da “Tranne Te” alla gloria

dj trava spacca

Ha 18 anni e un padre che è un pezzo grosso del giornalismo e un personaggio della tv. Ma Alessandro Travaglio, Dj Trava per i fan, è più interessato al rap che alla politica. Genere musicale in cui si è cimentato, si può dire, proprio grazie al padre Marco Travaglio che nel 2010 incontrò Fabri Fibra (l’idolo del giovane rapper), per un dialogo a più voci sulla corruzione del sistema italiano, dalla politica alla musica, organizzato dalla rivista Rolling Stones.

 

Intervistato da Vice Itaila, Trava racconta dell’uscita del nuovo brano “Com’è bello fare il rapper” e della difficoltà di essere un figlio d’arte – “purtroppo svariata gente mi insulta senza conoscere la verità riguardo al mio cognome” – soprattutto in un mondo come quello del rap. Ma gli “haters” sono dappertutto e dunque, dice il Dj parlando del nuovo singolo, “me ne fotto di questa gente e con questo pezzo ho voluto dimostrare che me ne sbatto il cazzo”.

Il ragazzo frequenta il liceo linguistico, dopo aver abbandonato lo scientifico perché “i professori avevano problemi” con lui. I genitori (il giornalista e la mamma Isabella) vorrebbero che studiasse, racconta il 18enne, ma appena può, lui scappa a suonare con la sua crew, gli “Stalkers”. “Lui mi dice di fare sempre attenzione, ma sa che io posso decidere con la mia testa. Se usano me per insultare lui non ci dà peso”, racconta del padre Marco.

Dice di esser risentito per “la situazione economica di questo paese” ma non sente il bisogno di fare del rap “impegnato” ma preferisce puntare al “flow” (l’aspetto lirico, lo scorrere delle parole del testo) e alla potenza delle basi su cui rappare: “Non è detto poi che nei pezzi devi usare per forza una tematica importante, magari puoi fare il pezzo cazzone con comunque un canovaccio definito”.

Inizialmente preferiva la house – ha anche realizzato un remix della sigla di Annozero, anche se la tata gli faceva sentire il rapper Inoki fin da bambino. Ma il suo idolo è sempre stato Fabri Fibra, che sembra averlo preso sotto la propria ala facendolo prima esibire nella break dance, altra passione precedente del dj, in uno dei suoi video musicali (“Tranne te”) e spingendolo, poi, a scrivere dei testi tutti suoi. Quando il padre, nel 2010, ha incontrato il rapper italiano a casa loro, il ragazzo stava per “svenire”, ricorda.

E può già vantare collaborazioni di tutto rispetto nel mondo del rap: ha aperto insieme agli Stalkers i live dei Club Dogo e di Fibra in occasione della festa de Il Fatto Quotidiano. E il nuovo album, Fuoriclasse (chiamato così “perché attrae molto l’attenzione”), annovera il contributo di nomi come Tormento, Primo dei Corveleno e Danti dei 2Fingerz.

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