Diabolik, l’eroe criminale del fumetto italiano.

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Dal 1962 Diabolik ed Eva Kant sono entrati nelle nostre vite, non furtivamente, come criminali professionisti, ma con la loro forza emotiva. Ladri di professione, ma anche “angeli custodi”, pronti ad aiutare la vittima di turno; quindi vendicatori di torti e misfatti di sangue. Quello che doveva essere un semplice progetto sperimentale, ha consacrato nel pantheon del fumetto italiano le sorelle Angela e Luciana Giussani.

 

Scaltri, sinuosi e tecnologi, Diabolik ed Eva Kant compiono i più strani e imprevedibili furti. Evadono da prigioni e riescono a penetrare in ville protette da sistemi d’allarme altamente tecnologici e custodite da agenti armati. Diabolik è il nostro re dei ladri. Un prodotto tutto italiano.

È sinuoso e riesce a passare dovunque. E’ un incubo, lo è stato per la società italiana nei decenni precedenti, ancorata ad un’idea di eroe classica e positiva. Un re del male come può essere un giustiziere? Il bene fatto oscurava i suoi delitti?

Per anni Diabolik, e le sue creatrici, Angela e Luciana Giussani, sono stati al centro di vicende giudiziali che hanno fatto sorridere i più. Si riteneva il loro prodotto dannoso per la società, capace di suscitare quelle forze negative che avrebbero spinto all’omicidio e al furto.

Qualsiasi ricerca sociologico potrebbe smentire ciò. All’epoca un personaggio così unico incuteva paura e suscitava critiche per la sua ambigua natura. In lui luce e ombra si mescolavano.

Diabolik ed Eva Kant, perennemente inseguiti dall’astuto commissario Ginko, possiedono tuttavia quella che si potrebbe definire un “etica umana”.

Non rubano gli innocenti né gli onesti: le loro vittime sono gangster, truffatori o comunque persone legate a vicende losche e criminose. Il loro furto in realtà un atto di giustizia, per ledere e alle volte facilitare la cattura.

L’omicidio è motivato spesso da altri fatti di sangue. Non è mai un omicidio freddo. Dietro a questo gesto così violento si nasconde cause che sfiorano l’umano. E’ un ladro che sa rispettare e farsi rispettare dai suoi tanti nemici.

Diabolik è sicuramente uno dei capolavori del fumetto italiano e e probabilmente ha contribuito a forgiare le coscienze degli italiani. Non dimentichiamoci che le autrici hanno spesso inscenato storie che avevano come fine la sensibilizzazione dei lettori a tematiche progressiste: dall’aborto alle più recenti riforme.

Diabolik è a tutti gli effetti un costume italiano.

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