Censurate quel “fascista” di Corto Maltese!

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La libertà fa paura? Corto Maltese, il marinaio libertario e impavido del fumettista Hugo Pratt, sconvolse con il suo spirito libero l’opinione pubblica europea. Nel 1967 andò alle stampe la prima avventura di Corto, “Una ballata sul mare salato”, e le critiche non tardarono ad investire il suo creatore.

 

“Corto Maltese è un fascista, come il suo creatore, Hugo Pratt”. La critica, specie quella di sinistra, stroncò pressapoco così il fumettista Pratt e la sua creatura, il marinaio Corto Maltese.

Libero e spregiudicato, ma anche pronto a slanci di generosità, Colto Maltese è un avventuriero dei mari, senza patria e senza legami saldi. E’ un libertario come il suo disegnatore. Non ama autorità e il potere corrotto, spesso è indifferente nei suoi confronti, ma altre volte scende in campo per difenderne le vittime.

Dietro la scorza di uomo duro e cinico, si cela un animo libero e buono, pronto a gettarsi a capofitto in avventure per denaro o per pura umanità.

Questo eroe dei fumetti conquistò il pubblico dei più piccoli, ma anche i cultori di questo genere narrativo. Hugo Pratt consacrò così la sua arte e il suo nome nel pantheon dei più eccellenti disegnatori italiani. Nacque il mito.

Tuttavia la pubblicazione di Corto Maltese non ebbe mai il beneplacito della critica, soprattutto se proveniente da sinistra. Hugo Pratt più volte difese la sua arte libera, specchio del suo animo privo di catene ideologiche. Rivendicò il suo spirito avventuriero contro una cultura conformista e materialista che lo bollava quale “reazionario” ed “edonista”.

“Bisognava rispolverare Marx ed Engels, autori che dovetti frequentare e che mi annoiarono immediatamente. Visitai anche Marcuse e qualche altro e ritornai ai classici dell’avventura. Venni subito accusato di infantilismo, di edonismo e di fascismo”

“Fascista” era anche il suo prodotto, Corto Maltese. Un personaggio così spregiudicato sarebbe stato poco incline ad accettare il materialismo storico e l’egemonia del partito. Sabotarlo era la soluzione. Bisogna eliminare un elemento pericoloso per l’egemone cultura di sinistra.

Hugo Pratt fu boicottato sia in Francia, dove lavorò per diverso tempo, che in Italia. Editori vicini al partito comunista francese e italiano licenziarono più volte il disegnatore con l’accusa di anarchismo o di conservatorismo.

Corto Maltese non si è mai arreso a questi episodi. Il suo fascino ha abbagliato generazioni e generazioni di lettori, catturando coloro che si riconoscevano nella sua esistenza libera e senza catene. 

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