Caro Italiano, non lasciare l’Italia.

Burano, Venezia

Burano, Venezia

Il giornalista Marcello Veneziani lancia un accorato appello all’italiano sfiduciato, all’italiano che sogna di lasciare il nostro Paese e anche a tutti coloro che lo hanno già fatto. L’Italia è una nazione dalle mille contraddizioni, ma è anche accogliente ed “effervescente” per idee e qualità.

È veramente difficile vivere in Italia. Il Paese del gusto, della bellezza e della cultura fa posto progressivamente alla patria della corruzione e del lassismo. È una nazione contraddittoria, sfiduciante. Chi non ha mai pensato di trasferirsi all’estero? Chi non ha mai espresso il proprio disprezzo per questa sfortunata nazione?

Gli italiani non sono da meno. Sono un popolo di “stranieri in patria”. Non si sentono appartenenti ad un’unica tradizione e dimostrano alle volte o un blando patriottismo o un forte livore. Ignorano la propria storia e preferiscono immergersi in una vaga esterofilia, senza accorgersi della ricchezza che offre la propria nazione. È questa una malattia tutta italiana.

Il giornalista Marcello Veneziani compie uno strenuo tentativo per convincere i tanti indecisi a non lasciare il proprio Paese. “Lettera agli italiani” è uno scritto diretto a coloro che si sentono abbattuti e pronti ad “approdare presso lidi più fecondi”. È un invito a riscoprirsi italiani e a comprendere la sua importanza.

La crisi economica e morale ha fiaccato ancor di più una nazione che da decenni aveva un rapporto difficile con la propria storia. Luci e ombre si alternano nel nostro passato, ma, avverte Veneziani, in esso possiamo trovare quelle ragioni per andare avanti. Riscoprire la propria identità è uno dei pochi modi per affrontare i problemi del futuro, quale le migrazioni.

Essere italiani è un’idea, non un fatto biologico. Chiunque può sentirsi italiano, un autoctono o un migrante. Sentirsi italiani vuol dire essere parte integrante di una storia millenaria e di una tradizione che sola può dare le basi per un futuro sereno.

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