Bonus libri per rilanciare la lettura, ma c’è la beffa. Vale solo per i librai…

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Avrebbe dovuto essere la mossa per rilanciare la lettura nel paese: 19 per cento di sconto su ogni volume comprato. Ma manca la copertura. E il governo Letta si è dovuto rimangiare la promessa. Lasciando la detrazione solo per gli studenti. A partire (forse) dal prossimo anno.

 

Presentato, approvato e infine cancellato. È il destino del bonus per i libri voluto dal governo Letta che non ha calcolato i costi ed è costretto ad una brusca marcia indietro, rimangiandosi l’impegno per l’editoria. Una figuraccia dopo i pomposi annunci del premier dell’uscita dal tunnel della crisi e le misure concrete per rilanciare consumi e investimenti.

Il 13 dicembre il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato promette: sono in arrivo nuove detrazioni fiscali del 19 per cento per chi compra testi scolastici e romanzi. L’obiettivo è lodevole: «Aiutare la lettura e le librerie, in particolare quelle che non appartengono a grandi catene e stanno particolarmente soffrendo» spiega Zanonato alla vigilia del decreto Destinazione Italia. Per dare ossigeno ai negozi vuoti e favorire la diffusione della lettura viene stabilito che per un importo massimo di duemila euro (mille per i testi scolastici ed universitari e mille per tutte le altre pubblicazioni) ci sarà uno sconto. Tutti contenti, dai librai agli editori, che finalmente ricevono attenzioni dopo che la crisi ha spazzato via migliaia di punti vendita e decine di posti di lavoro nelle case editrici.

Per le modalità tutto rinviato ai decreti attuativi: non è chiaro se sarà sufficiente presentare semplicemente lo scontrino o mettere le ricevute nella dichiarazione dei redditi. Passati due mesi arriva la beffa: votato un emendamento che ha cancellato lo sconto. Il nuovo testo sostituisce le «persone fisiche e giuridiche» con gli «esercizi commerciali che effettuano la vendita di libri al dettaglio». Quindi la detrazione adesso è per i librai e non più gli acquirenti e soprattutto riservato agli studenti delle scuole superiori con un reddito familiare sotto i 25 mila euro.

Quanto lo stabilirà il ministero dell’Istruzione solo con il nuovo anno scolastico. In pratica viene tutto congelato e rimandato. Un altro pasticcio si aggiunge a questo tira e molla: ad anticipare lo sconto saranno le librerie?
Alberto Galla, presidente dell’associazione dei librai indipendenti italiani, non nasconde la sua delusione: «La confusione regna sovrana. È certo che il bonus con cui il Governo si era fatto bello non esiste più e in pratica i librai si faranno carico dello sconto».

Finora sola una parte delle modalità è emersa: se uno studente si presenterà alla cassa con il voucher del Governo la detrazione del 19 per cento la copre il libraio che poi la recupera con un credito d’imposta. «Un pasticcio perché il venditore anticipa lo sconto e forse nell’anno successivo potrà incassare la cifra – continua Galla – in pratica chi aderisce farà da banca per lo Stato ma la maggior parte di noi già chiude i bilanci in rosso da anni».

Il motivo della frenata sembra essere la copertura economica: 50 milioni di euro in ballo che la Commissione europea non ha ancora approvato come spesa. Da qui il motivo della inversione a U votata all’unanimità dalla commissione Finanze della Camera sabato scorso. «Intento lodevole, ma attuazione impossibile a causa dell’esiguità di risorse», spiega Marco Causi, il deputato Pd che ha cancellato il bonus: «I contribuenti italiani potenzialmente beneficiari dello sconto fiscale sono 29 milioni. Quindi se tutti ne volessero usufruire, sarebbe pari a 50 diviso 29 milioni: 1 euro e 27 centesimi. Meglio restringere il campo che vendere fumo».

In pratica ai librai della penisola era stata venduta una norma inattuabile per poi scoprire che non funzionava. Bastavano due conti: neppure il dipartimento delle Finanze era stato consultato per capire se c’erano le condizioni della manovra.

Un bluff che dopo l’annuncio viene ora ridimensionato. Il buono sarà solo per l’acquisto di libri di lettura (anche in formato digitale) come romanzi e saggi ma  non per testi scolastici. Beneficiari saranno 2 milioni e settecentomila studenti dei licei e istituti superiori e sarà di circa 19 euro. Una goccia nel mare dopo le promesse (non mantenute) di sconti per tutti gli italiani che ancora leggono un libro.

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