Bergoglio Shock, Prima di Essere Papa ha Subito 2 Anni di Mobbing per le sue Idee. Ecco le Prove

jorge mario bergoglio da giovane mini

Una biografia shock su Bergoglio, pubblicata in Argentina, rivela un retroscena inquietante sulla vita del Papa.

 

Javier Cámara e Sebastián Pfaffen sono due giornalisti argentini, autori del libro-biografia «Aquel Francisco» («Quel Francesco», Editorial Raíz de Dos), che sta facendo discutere mezzo mondo.

I due sono molto bene informati, hanno dialogato con il Papa prima della stesura del libro, hanno fatto domande e ricevuto risposte. Molto precise e circostanziate.

L’episodio più inquietante, visto con il senno di poi, cade tra il 1990 e il 1992, quando i superiori gesuiti “esiliarono” un giovane Jorge Mario Bergoglio in quel di Cordoba, relegandolo al ruolo di semplice confessore.

La residenza era una stanza di dodici metri quadrati. Un tugurio, praticamente, per colui che sarebbe divenuto il futuro Papa Francesco.

I giornalisti Cámara e Pfaffen hanno parlato di “notte oscura”, riferendosi all’esilio di Cordoba ma Francesco ha minimizzato: «“Notte oscura” non la userei per me, non esageriamo. La notte oscura è per i santi. Io sono uno qualsiasi. Quello a Cordoba è stato un tempo di purificazione interiore».

ESILIATO: PERCHÉ? – Qual è una delle doti più apprezzate di Bergoglio? Sicuramente il suo essere decisionista, autorevole, veloce nell’affrontare i problemi che lo circondano e risolverli. Ma non a tutti garbano persone con queste doti. Sicuramente non piacevano ai vertici gesuiti argentini, in particolare a uno in particolare, il provinciale dell’epoca, padre Víctor Zorzín, che – si legge nel libro – «non era d’accordo con diverse decisioni prese dal padre Jorge, sia in questioni pastorali sia in questioni di governo».

«Il mio governo come gesuita all’inizio aveva molti difetti – ha detto il Papa un anno fa nell’intervista con il direttore della Civiltà Cattolica – Il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni mi ha portato a essere accusato di essere ultraconservatore».

Addirittura, raccontano le testimonianze del libro, fu messa in atto una «campagna di discredito che superava anche i confini della provincia Argentina», una sorta di macchina del fango per attaccare quel «provinciale della Compagnia così giovane, così brillante, finito a Cordoba perché malato, pazzo

E invece quel “pazzo” è diventato Papa Francesco I, ammirato in tutto il mondo per il suo carisma e la sua umiltà. Tutto è bene quel che finisce bene.

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