Truffe vendita auto online – annunci fasulli e aziende che non esistono, sempre più comuni

Truffe vendita auto online, ecco come difendersi

Truffe vendita auto online, ecco come difendersi

Truffe vendita auto online: pensavi che nessuno avrebbe mai risposto all’annuncio per il tuo macinino, invece ti hanno proposto una cifra esorbitante e in contanti, molto più alta del valore effettivo dell’auto? Ti hanno fatto una grossa offerta per la tua automobile, ma chiedono un anticipo per le tasse doganali ghanesi? Se senti odore di truffa, forse il tuo naso ha proprio ragione.

Parliamo di truffe vendita auto online. Ma prima una domanda: ha internet realmente facilitato l’accesso ad offerte di compravendita interessanti e velocizzato i tempi, oppure ha dato semplicemente adito a furbacchioni di varia specie che approfittano di distanza ed anonimato per portare avanti le loro azioni tutt’altro che lecite? Se persino i rivenditori con sede fisica possono portare avanti truffe complesse a chi ingenuamente vi caschi – come capitato per esempio in provincia di Perugia, come qua riportato -, quali garanzie può dare un messaggio su di un sito di annunci online?

Cosa deve saltare all’occhio quando si sta vendendo la propria auto usata, per capire immediatamente che certi contatti e certe offerte sono da evitare come la peste ed eliminare senza pensarci? Ecco gli esempi più comuni:

  1. Pagamento tramite assegno circolare – È questo tipo di pagamento realmente illecito? No, ovviamente. Ma è evidente a tutti come sia facile rilasciare un assegno contraffatto e non coperto come metodo di pagamento, confidando nel fatto che un istituto bancario impiega anche diversi giorni a verificarne la veridicità. Come ci si può fidare quindi di un metodo di pagamento così facilmente falsificabile per una transazione di così alto valore come la compravendita di una macchina? Risposta: non si può! Chiedete di essere accompagnati in banca personalmente dall’acquirente, in modo da obbligarlo ad identificarsi: se rifiuta, andate oltre. Cosa vi può succedere altrimenti? Che la vostra banca rifiuti l’assegno, e la vostra auto sia ormai già partita e venduta in Germania o in Romania, senza possibilità di riscatto.
  2. Anticipo sul pagamento – Vi mettete d’accordo su un prezzo e l’altra parte accetta l’acquisto senza nemmeno vedere la macchina o provarla su strada. In alcuni casi, vi sarà inviato un assegno a casa. In seguito, il sedicente compratore si tirerà indietro, richiedendo che si effettui un bonifico di parte o tutta la cifra versata su un qualche conto corrente estero. Inutile dire che si tratta di un’evidentissima truffa: i soldi, anche se si prova ad incassare l’assegno, non arriveranno mai e spariranno dal vostro conto non appena si concludano le verifiche in banca, quindi i soldi inviati sarebbero esclusivamente presi dai vostri risparmi. Altro caso, l’acquisto dall’estero. Il compratore, magari inglese, magari nigeriano, vi alletterà con cifre il doppio o il triplo più alte della media di mercato, e vi richiederà un anticipo per tasse di esportazione, dogane, costi di trasporto, e si parla di centinaia o migliaia di euro. Chiedetevi a questo punto: perché mai qualcuno dovrebbe venire a comprare un’auto da un italiano, non le vendono le macchine là forse?
  3. Acquisto in contanti per esportazione – Un grande classico, che in molti avranno letto su qualche volantino abbandonato sul parabrezza. Pagamenti rapidi, burocrazia sbrigativa, guadagni assicurati con vendita in paesi dell’Est Europa o in Africa, dove auto senza mercato in Italia possono effettivamente essere rivendute ad alti prezzi. È una pratica di per sé illegale? Ovviamente no, se effettuata nei limiti previsti dalla legge. Per esempio, il pagamento in contanti non può eguagliare o superare, per l’acquisto di beni o servizi, la somma di 1.000 euro. Inoltre, non è più possibile da luglio 2014 richiedere la “radiazione preventiva” con cui era possibile consegnare semplicemente le targhe auto all’ACI per rivendere il veicolo dove meglio si creda. Oggi bisogna provare l’effettiva esportazione e vendita in paese estero oppure l’avvenuta reimmatricolazione al corrispettivo della Motorizzazione nel paese di destinazione, pena la continuazione del pagamento del bollo e dell’assicurazione obbligatoria, nonché il rimanere scoperti in caso di usi illeciti del veicolo. Di certo non una procedura da lasciare in mano al primo sconosciuto che passa, insomma.
  4. Azienda fantasma – Venite contattati da un acquirente con azienda, regolarmente registrata alla Camera di Commercio. Eppure l’incontro per vedere l’automobile non sarà nei suoi uffici, ma per strada o in qualche luogo pubblico. Perché mai? Controllate l’indirizzo dell’azienda e visitatelo prima di andare avanti con la trattativa: può darsi che l’ufficio non esista proprio! Com’è possibile? Semplice: la legge italiana permette ai nomadi di scegliere un indirizzo di residenza a piacimento, senza bisogno di dimora fissa. Una volta ottenuta la residenza, si può quindi richiedere la registrazione di un’azienda regolare a tale indirizzo. L’azienda quindi esiste solo virtualmente, ma di certo non nel mondo reale. Lasciamo all’immaginazione persino il modo in cui soldi ed auto spariranno per magia nelle loro mani…

Occhio a fidarsi ciecamente di internet quindi: la trattativa è virtuale, ma la truffa sarà fin troppo reale.

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