Redditometro, migliaia di italiani sotto indagine per spese sospette: in arrivo le lettere del Fisco

Debutta il nuovo redditometro e decine di migliaia di contribuenti stanno ricevendo già in questi giorni le prime lettere dell’Agenzia delle Entrate con l’invito a verificare la compatibilità di alcune voci di spesa con l’ammontare del proprio reddito dichiarato per l’anno 2011. E in tanti iniziano a tremare.

 

redditometro2013_lettere_del_fiscoL’obiettivo del Fisco è, come già accaduto negli ultimi due anni, puntare i fari sulle spese giudicate – come spiega la lettera firmata da Attilio Befera – “apparentemente non compatibili con i redditi dichiarati”. Insieme alla missiva viene allegato quindi un prospetto con tutte le spese note all’agenzia a partire dal quale il contribuente potrà verificare l’eventuale incompatibilità. Verifica che da quest’anno è possibile fare – a scopo indicativo – anche grazie al Redditest, il nuovo strumento di autodiagnosi a disposizione dei contribuenti.

“Ovviamente – come spiega Italia Oggi – nei calcoli devono essere considerate tutte quelle fonti finanziarie legittimamente non indicate in dichiarazione ( per esempio redditi esenti o soggetti a ritenuti alla fonte a titolo d’imposta). Qualora invece il soggetto si rendesse conto dell’effettivo scostamento e ritenesse di ritoccare verso l’altro la propria dichiarazione 2012 sarà possibile avvalersi del ravvedimento “lungo” fino al 30 settembre 2012″.

I contribuenti potranno comunque segnalare eventuali errori presenti nel prospetto inviando una e-email all’indirizzo dc.acc.commissint@agenziaentrate.it, indicando nell’oggetto il proprio codice fiscale, oppure rivolgendosi ai Centri di Assistenza indicati nella lettera dell’Agenzia delle Entrate.

Gli effetti. Lo strumento della moral suasion ha dato negli anni passati un contributo significativo alle casse dell’Erario. “I redditi dichiarati lo scorso anno da circa 256 mila soggetti che avevano ricevuto le missive informative – scrive sempre Italia Oggi – sono cresciuti di circa il 10%. Mentre le 50 mila lettere inviate nel 2011 con riferimento alle annualità 2009 e 2010 hanno fruttato alle casse erariali circa 130 milioni di euro”.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Huffingtonpost.it

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