Reddito minimo garantito, finalmente l’approvazione: da parte della Germania, però.

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‘O salario garantito, cantavano qualche anno fa i 99 Posse. E adesso che è stato approvato, come scrive Fanpage, finalmente si può esultare: peccato, però, che sia stata la Germania della dittatrice Merkel a regalare ai suoi cittadini questa piccola gioia. Renzi saprà fare altrettanto?

 

Il salario minimo è legge. In Germania, dal 2015, ogni lavoratore potrà percepire una retribuzione minima di 8,50 euro l’ora a prescindere dalle qualifiche e dal tipo di lavoro. Questa mattina, 11 luglio, il Bundesrat (ovvero il Consiglio federale, dove sono rappresentati i 16 Länder che compongono la Repubblica tedesca), ha dato il via libera definitivo all’introduzione della norma che dà nuovo ordine al quadro normativo di Berlino in tema di tutele sul lavoro. La legge prevede che dal 2016, e ogni due anni, i rappresentanti dei lavoratori e delle associazioni datoriali debbano incontrarsi per riesaminare, modificare o lasciare inalterati i parametri del salario minimo. Per i lavoratori stagionali o a tempo, invece, la legge prevede un periodo di transizione fino al 2017, rimangono fuori da tale tutela i minori di 18 anni.

Il passo di questa mattina, più formale che sostanziale visto il via libera dato dal Bundestag (il Parlamento) nei giorni scorsi, rappresenta l’atto conclusivo di un dibattito durato più di dieci anni e che ha visto opporsi i favorevoli, in sintesi i rappresentanti del centro sinistra, dei verdi e della sinistra, ai cristiano sociali e ai liberali. L’approvazione della norma rappresenta una delle prime vittorie concrete e spendibili, sul piano elettorale, del centro sinistra tedesco.

I progressisti tedeschi, seppur sconfitti nell’ultima tornata elettorale (si ricordi il trionfo di Angela Merkel), ha approfittato del tracollo dei liberali della Fdp (che hanno fallito persino l’obiettivo minimo di superare la soglia del 4 per cento, rimanendo così fuori dal Parlamento), avendo così l’opportunità di poter entrare nel governo di Große Koalition presieduta ancora una volta dalla Cancelliera, ma con la presenza in posti chiave di rappresentanti della Spd. L’assenza di una norma relativa al salario minimo rendeva possibile, secondo i sostenitori della nuova legge, la presenza di grandi disparità all’interno della società tedesca. Era possibile, ad esempio, che i lavoratori dei centri di bellezza o i parrucchieri potessero arrivare a percepire 3 euro l’ora, nonostante le qualifiche acquisite e il rispetto delle altre normative.

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