Professionisti del poker on-line, migliaia di mani contro la crisi: lavorare d’azzardo.

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Lavorare come “giocatore di poker”? E’ possibile. O almeno lo è per le migliaia di “grinder” che in Italia popolano le principali room di poker on line, giocando e facendo giocare decine di migliaia di mani al mese. Ma, come raccontato da Fainotizia.it, il fenomeno sta assumendo forme d’illegalità diffusa, con la nascita di room illegali dove si incrociano criminalità organizzata, usura e ludopatie.

 

Dalla “rakeback” alle scuole di poker, il poker in rete può diventare un lavoro autonomo, da casa, particolarmente attraente per tanti in tempi di buia crisi economica. Ma nel frastagliato universo del poker on line, dove c’è chi vince, c’è sempre anche chi perde.

Giocatori occasionali, ma anche giocatori che non hanno più la libertà di dire basta. Un fenomeno particolarmente grave quando ci addentriamo nel mondo delle room illegali, dove il gioco on line si tinge di scuro, incrociandosi frequentemente con fenomeni di dipendenza, di usura o persino di criminalità organizzata.

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