Pos obbligatorio 2014, le sanzioni? Per chi trasgredisce non esistono: tana libera tutti

pos obbligatorio 2014

Il Governo Renzi continua a regalare colpi ad effetto e scoppiettanti fuochi d’artificio che divertono più di un qualsiasi spettacolo di cabaret. Prendete la storiella del Pos obbligatorio 2014 per professionisti, commercianti e artigiani: fatta la legge, creato l’inganno. Perché? Semplice: non esistono sanzioni per gli eventuali trasgressori, come scrive Fanpage. Siamo al tana libera tutti.

 

Dopo le tante polemiche degli ultimi mesi, scatterà domani l’obbligo, per professionisti ed imprese, di accettare il pagamento elettronico (con bancomat, carte di credito o debito) per le somme superiori a 30 euro. Si tratta di un obbligo previsto dal decreto legge 179 del 2012 e già oggetto di una prima proroga, dal momento che originariamente si prevedeva che tutti i soggetti “che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, fossero tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito” entro il 1 gennaio 2014 (termine appunto prorogato ma solo per i soggetti che fatturano meno di 200mila euro l’anno). Si tratta di una misura molto contestata dagli addetti ai lavori, ma varata dal ministero “in considerazione del fatto che l’uso del contante comporta per la collettività rilevanti costi legati alla minore tracciabilità delle operazioni e al conseguente maggior rischio di elusione della normativa fiscale e antiriciclaggio, nonché costi anche per gli esercenti, legati sia alla gestione del contante sia all’incremento di rischio di essere vittime di reati”.

Obbligo Pos per artigiani e imprese

Ora dunque scatta la fase due “dell’operazione Pos”, anche se permangono alcune incongruenze di fondo che non mancano di far discutere. In primo luogo, non è prevista alcuna sanzione per chi non dovesse adempiere a tale obbligo (e non è chiaro se in futuro il ministero pensa di intervenire nuovamente nel merito della questione). Insomma, per citare un fondo di Rainews, “nella pratica quotidiana i cittadini potranno quindi chiedere di pagare attraverso la moneta elettronica ma, in caso di risposta negativa, non potranno né evitare di pagare né denunciare la mancanza del professionista a cui si sono rivolti”.

Infine, non mancano le perplessità delle associazioni di categoria che contestano soprattutto i costi di gestione legati ai pagamenti tramite Pos, etichettando la misura come “favore alle banche”: oggetto della polemica sono infatti le commissioni bancarie (nell’ordine del 2 percento), nonché i costi di installazione e gestione dei Pos.

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