Così il Fisco spia i tuoi conti correnti: e con la giacenza media è pronto a fregarti

 spiare conti correnti

Con il “trucco” della giacenza media il fisco riuscirà a sapere tutto di te: ecco di cosa si tratta, secondo quanto riportato da Liberoquotidiano.

 

Guerra senza frontiere all’evasione fiscale. Nel mirino i finti poveri e chi gode di prestazioni agevolate senza averne il diritto (per esempio agevolazioni per gli asili nido, mense scolastiche, ticket sanitari). Tutto passa per l’analisi ai raggi X dei conti correnti, che non avranno più segreti. E se fino a qui era tutto più o meno noto, la novità viene rivelata da Il Sole 24 Ore, che spiega quale sarà il criterio-base per individuare i sospetti evasori: la giacenza media, ossia l’importo mediamente presente nel conto corrente nel corso dell’anno. Un indicatore in grado di fotografare in modo piuttosto oggettivo la situazione mobiliare dei soggetti che presentano la Dsu, la dichiarazione sostitutiva unica necessaria per il calcolo dell’Isee.

L’intreccio dei dati – Dunque, il nuovo Isee attingerà anche alle informazioni sui risparmi che emergono dai conti correnti. Il ministro del Lavoro, di concerto con l’agenzia delle Entrate, ha avviato l’iter per definire la procedura di comunicazione di tutte queste informazioni: lo scambio dati riguarderà tutti i circa 40 milioni di conti correnti italiani. La maggior parte di queste informazioni sarà contenuta nella cosiddetta Anagrafe tributaria, un enorme database in cui, appunto, verranno registrate anche le “giacenze medie” dei conti correnti e dei rapporti finanziari. I dati dell’Anagrafe tributaria, inoltre, si intrecceranno con quelli della Superanagrafe dei conti correnti, per la quale a fine gennaio sono arrivati i primi dati di sintesi, relativi al 2011.

Chi finisce nel mirino – Per quel che riguarda le tempistiche dei controlli, lunedì 31 marzo scadrà il termine per l’invio dei dati relativi al 2012, mentre il 22 aprile sarà il termine per quelli relativi al 2013. I conti correnti, insomma, al termine del porssimo mese non avranno più segreti per l’Erario. Le banche e gli intermediari finanziari dovranno comunicare i dati sul saldo a inizio e fine anno, e inoltre dovranno comunicare l’importo complessivo dei movimenti in entrata (gli accrediti) e di quelli in uscita (gli addebiti). Grazie all’analisi approfondita di questi dati, l’agenzia delle Entrate compilerà la “lista selettiva” dei sospetti evasori, ovvero i contribuenti che attraverso il confronto incrociato delle informazioni presentano delle anomalie. Poiché la richiesta dei dati sulla giacenza media per l’Isee è una sostanziale novità (con tutta probabilità verranno chieste le giacenze medie relative al 2013), i tempi per l’avvio dei controlli potrebbe leggermente dilatarsi. Una volta rodate le procedure per acquisire e scambiare tutti i dati in questione, la stretta sui finti poveri entrerà nella sua fase operativa.

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