Come risparmiare in vacanza? Basta scegliere la multiproprietà

multiproprietà sicilia

Spese limitate, risparmi concreti e vacanze certe. La multiproprietà sembra resistere alla crisi, come evidenziato da Linkiesta.it

 

C’è un ultimo baluardo nel mercato immobiliare che sembra tenere botta di fronte alle sferzate della crisi economica. In uno scenario in cui termini come spread, imu, Iva e redditometro rappresentano un deterrente per la spesa degli italiani, c’è ancora una certezza a cui nessuno pare voglia rinunciare: le vacanze. Nello specifico, in Sicilia, è la multiproprietà – ovvero l’acquisto di abitazioni per brevi periodi dell’anno – a essere in controtendenza rispetto a un mercato del mattone che tende al ribasso. E questo rappresenta ancor di più un aspetto interessante se si pensa che il mercato a cui si fa riferimento è quello della seconda casa.

«La multiproprietà rappresenta una scelta intelligente», spiega Baldassarre Genco amministratore della Multi Erice s.r.l, «partiamo da una considerazione: nessuno rinuncia alla vacanza. Anche quei nuclei familiari che possiamo definire medi non si tirano indietro di fronte a una spesa di questo tipo. Alla fine si tratta di un’ottimizzazione dei costi. Quello della vacanza è una spesa che ricade sul bilancio familiare. Scegliendo la multiproprietà è possibile ottenere un risparmio concreto». I vantaggi derivano principalmente dal fatto che le spese relative all’immobile sono divise tra tutti gli acquirenti, e si riferiscono solo al periodo dell’anno in cui si utilizza l’appartamento. «Se acquisti un appartamento per una settimana – sottolinea Genco – diventi ad esempio proprietario di 30-40 millesimi dello stabile. Questo significa che le spese da sostenere sono davvero limitate».

I principali acquirenti di multiproprietà sono le famiglie che hanno figli, con un nucleo che può arrivare fino a cinque componenti. Nella scelta delle destinazioni turistiche prevalgono in assoluto le località marittime su quelle montane: Palermo, Siracusa e Catania le province più gettonate, a cui si aggiungono le mete classiche come San Vito lo Capo (provincia di Trapani) e gli arcipelaghi delle isole Egadi ed Eolie. La variazione dei prezzi dipende da molteplici fattori: innanzitutto dal prestigio della località in cui è situato il complesso, dal periodo che si sceglie per effettuare la vacanza – maggio e settembre, con il picco che si raggiunge ad agosto, la finestra temporale riferita al periodo estivo; più ampia invece la forbice stagionale per quanto riguarda le località di montagna, con punte massime nei periodi delle festività natalizie – ma anche dai servizi complementari offerti nei complessi. Su quest’ultimo elemento si registra un’attenzione particolare da parte dei multiproprietari. «Chi acquista – afferma Genco – pone molta attenzione alla qualità dell’offerta, si cerca innanzitutto complessi che garantiscono servizi specifici come piscina, campi da tennis, spiagge attrezzate e soprattutto aree organizzate per il divertimento dei bambini».

Ma sono anche le caratteristiche flessibili dell’offerta che spingono i vacanzieri a scegliere la multiproprietà. Vi è innanzitutto la possibilità di effettuare lo scambio di vacanze grazie all’azione dei circuiti internazionali, i quali mettono a disposizione del cliente una vasta gamma di villaggi sparsi in tutto il mondo. Tutto ciò permette di cambiare meta ogni anno, mantenendo comunque la titolarità dell’appartamento nel luogo di vacanza preferito. Inoltre, in un tale periodo di crisi, viene preso positivamente in considerazione, da chi acquista, il fatto di poter rivendere la multiproprietà con maggiore facilità rispetto a una seconda casa.

Va detto inoltre che la multiproprietà ha sofferto fino a qualche decennio fa della mancanza di una vera legislazione che definisse regole chiare e trasparenti in materia. Solo con il decreto 427/98, assorbito nel “codice del consumo” del 2005 si è messo fine a un vero e proprio Far West della multiproprietà, ponendo in atto le tutele e le garanzie necessarie a tutela dell’acquirente. «Per troppo tempo – conclude Genco – in Italia siamo stati vittime di questo buco legislativo, la mancanza di serietà di certe società che in passato realizzavano profitti sfruttando l’ingenuità delle persone, ha creato un danno enorme a tutto il settore immobiliare che si è occupato di multiproprietà. A distanza di anni e con non poche difficoltà siamo riusciti a conquistarci la nostra credibilità».

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