Codice della strada 2014, cambia tutto: le novità introdotte e la supermulta in arrivo

codice della strada 2014 mini

Il nuovo Codice della Strada 2014 è in dirittura d’arrivo e conterrà diverse novità: tra cui una “supermulta” che, se pagata al momento della contestazione, permetterà di salvare i punti sulla patente, come svela Facile.it

  

Codice della strada 2014, vediamo nel dettaglio come dovrebbe funzionare: attualmente chi riceve a casa una sanzione in seguito a un’infrazione stradale, ha l’obbligo di comunicare alla polizia il nome del conducente (cui verrà decurtato il punteggio), pena una multa supplementare di 284 euro.

Con l’eventuale introduzione della Supermulta, invece, chi verrà fermato dalla polizia o dai vigili potrà conservare i punti sulla patente persi a causa della violazione del codice, pagando subito l’ammenda di 284 euro (o di un altro importo ancora da decidere), oltre ovviamente alla multa relativa all’infrazione commessa.

Si tratta con tutta evidenza di una norma che rischia di creare una forte discrepanza sociale: in pratica chi ha buone disponibilità economiche potrà salvare i punti della patente sganciando sull’unghia questi famosi 284 euro.

Chi invece non può permettersi quell’esborso, dovrà subire il taglio di punti. Si prevedono quindi forti polemiche a riguardo, fermo restando che il problema potrebbe tranquillamente risolversi alla radice se nessuno commettesse infrazioni alla guida di una vettura. Ma questa è un’altra storia.

Altre importanti novità introdotte dal nuovo Codice della Strada 2014 dovrebbero riguardare ulteriori misure di tutela dell’utenza vulnerabile (soprattutto nelle aree urbane), l’obbligo di revisione da parte degli enti proprietari dei limiti di velocità delle strade extraurbane, e la pianificazione della viabilità per incentivare la mobilità ciclistica e pedonale.

Sarebbe in fase di studio anche una modifica delle sanzioni a seconda della gravità, della reiterazione e dell’effettiva pericolosità del comportamento, con la possibilità di revoca della patente e inibizione alla guida sul territorio nazionale a vita in caso di omicidio colposo per violazione della disciplina stradale.

Infine pare sia in programma anche di uniformare i termini per il ricorso contro le multe tra giudice di pace e prefetto e, più in generale, uno snellimento dell’intera procedura.

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