Esercito shock, previsti tagli per 25.000 unità: che ne sarà dei soldati italiani?

Tagli Esercito Italiano

Tagli Esercito Italiano, ecco cosa succederà

Tagli Esercito Italiano, la Difesa ha annunciato tagli per 25.000 unità nel processo di razionalizzazione interna: che ne sarà dei soldati italiani? Ecco tutti i dettagli.

Secondo quanto riportato sul sito ufficiale, “l’Esercito, per continuare a svolgere un ruolo fondamentale nella sicurezza e difesa ed essere uno dei maggiori fattori di prestigio e sviluppo del Paese, è alla continua ricerca di nuove forme per evolvere ed innovare”.

Forme che evidentemente prevedono una forte razionalizzazione interna, vale a dire migliaia di tagli sia alle unità militari che civili.

I tagli previsti: 22.000 soldati e 3.000 civili

I tagli previsti: 22.000 soldati e 3.000 civili

L’ESERCITO DEL FUTURO

La parola chiave per comprendere il futuro dell’Esercito è “Brigata di Manovra Pluriarma”. Detta così sembra uno scioglilingua, in realtà – almeno nelle intenzioni del Ministero della Difesa – sarà ciò su cui si baserà la futura struttura operativa dell’Esercito.

Verrà modificata la composizione dei reggimenti di 9 delle 11 brigate che compongono l’attuale Esercito dotandole di 3 Unità di Manovra, un reggimento di Artiglieria, un reggimento di Cavalleria, un reggimento del Genio Guastatori, un reggimento Logistico e di una unità di supporto all’esercizio delle attività di Comando e Controllo (in gergo C2).

La Brigata di Manovra

La Brigata di Manovra

IL MINIMO POSSIBILE

Il piano di riorganizzazione dell’Esercito, passato sotto silenzio, era già stato annunciato nel novembre del 2013, quando l’allora Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Generale Claudio Graziano, nel corso dell’audizione informale davanti alle commissioni riunite Difesa di Camera e Senato, dichiarò: “’L’Esercito è una risorsa per il paese e deve procedere ad una ristrutturazione complessa.”

Secondo l’ex Capo di Stato Maggiore, le 90.000 unità (esattamente 89.400) da raggiungere al 2024, con un taglio del 20% rispetto al modello professionale attuale, “sono il minimo possibile”, in un percorso di razionalizzazione in cui si è “fatto tesoro delle lezioni apprese dalle operazioni condotte”, concentrandosi su “strutture di comando e controllo idonee” e ponendo alla base della trasformazione dell’Esercito italiano “la brigata di manovra pluriarma”, in una visione d’impiego “a geometria variabile” e perseguendo anche “capacità duali, semplificazione della catena di controllo e del supporto logistico, ricerca della concentrazione geografica”.

Sul fronte organizzativo la razionalizzazione guarda ad “un pacchetto di nove brigate principali di manovra, per attività su tutto lo spettro delle operazioni, che comprendono anche il reggimento Genio come per la ‘Sassari’ adesso impegnata nell’emergenza in Sardegna”, per un totale di “85 provvedimenti di soppressione e 122 di riorganizzazione”.

Il Generale Claudio Graziano

Il Generale Claudio Graziano

CHE FINE FARANNO I NOSTRI SOLDATI?

Alla luce della riorganizzazione dell’Esercito una domanda sorge spontanea: che fine faranno i 22.000 soldati e i 3.000 civili tagliati dalla struttura militare? Chi garantirà loro un futuro lavorativo? E quali saranno i parametri in base ai quali si sceglierà chi tagliare e chi tenere in seno all’Esercito?

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