Missioni militari internazionali, la decisione del Senato farà discutere: ecco cosa succederà

Missioni militari internazionali, ecco un soldato italiano impegnato in Afghanistan

Missioni militari internazionali, ecco un soldato italiano impegnato in Afghanistan

Missioni militari internazionali, l’aula del Senato ha preso una decisione che, certamente, farà discutere: ecco cosa succederà ai soldati impegnati all’estero.

Come riportato da un comunicato della Difesa, l’Aula del Senato ha approvato a larga maggioranza la conversione in legge del decreto-legge 30 ottobre 2015, n.174, di proroga delle missioni militari internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione.

Per il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, un passo essenziale per affrontare le sfide globali e garantire la difesa e la sicurezza del Paese, soprattutto in considerazione dell’attuale scenario strategico internazionale, caratterizzato da imprevedibilità e rapidi cambiamenti di situazione.

In merito all’impegno italiano in ambito internazionale, ed in particolare al contrasto all’Isis, il Ministro Pinotti  ha detto: “Il terrorismo internazionale e la sfida lanciata al mondo civile dall’ Isis sono delle questioni sulle quali bisogna intervenire con strategia e non sull’ onda degli ultimi avvenimenti“. Sul decreto missioni “che abbiamo elaborato però a settembre e, quindi, prima che ci fossero gli attentati di Parigi” – ha spiegato il Ministro – è stato aumentato di un terzo il contingente in Iraq. “Ad oggi nella coalizione anti Isis – ha ribadito – quello italiano è il secondo contingente fra tutti i paesi che partecipano, secondo soltanto agli Stati Uniti. Questo credo dia la misura della presenza italiana”. Non si può dire che l’ Italia faccia meno degli altri” ha concluso Pinotti.

Attualmente le nostre Forze armate sono impegnate in 25 missioni di stabilità operanti in ben 18 Paesi.

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