Allarme terrorismo a Roma, la Polizia segnala i luoghi a rischio per il Giubileo: ecco l’elenco

Allarme terrorismo a Roma, cecchini della Polizia con vista su San Pietro

Allarme terrorismo a Roma, cecchini della Polizia con vista su San Pietro

Allarme terrorismo a Roma, la Polizia di Stato ha evidenziato quali sono i luoghi più a rischio durante il Giubileo, che partirà l’8 dicembre: ecco l’elenco.

Venerdì 20 novembre  è stato presentato il piano per la sicurezza del Giubileo della misericordia che si aprirà l’8 dicembre prossimo.

Durante la conferenza stampa, svolta all’interno della Scuola superiore di polizia, il prefetto della Capitale Franco Gabrielli e il questore Nicolò D’Angelo, hanno illustrato ai giornalisti le linee guida dell’ordinanza predisposta dagli esperti della sicurezza.

“La nostra ordinanza si basa su una attività preventiva e informativa – ha detto il Questore – e oltre al controllo di tutti i siti che riteniamo importanti, abbiamo ritenuto di rinforzare la vigilanza alle ambasciate, istituzioni e alcune sedi di quotidiani. Il piano, contenuto in un documento di oltre 200 pagine – ha continuato D’Angelo – vedrà la sua attuazione dal 23 novembre e in questi 15 giorni saremo chiamati a testarne la sua operatività, ma è adattabile grazie alla componente di flessibilità”.

Dopo la basilica di San Pietro anche la sinagoga di Roma e il ghetto ebraico sono sorvegliati speciali. La sinagoga è presidiata da polizia e carabinieri. Aumentano quindi i controlli dopo l’allarme lanciato dall’Fbi che inserisce la sinagoga tra i possibili bersagli dei terroristi.

Anche l’area attorno la basilica di San Pietro continua ad essere presidiata dalle Forze dell’ordine. In piazza Pio XII è presente un presidio fisso di polizia e carabinieri. Su via della Conciliazione, invece, posti di blocco per controllare auto e scooter. In piazza San Pietro la solita coda di turisti in fila per entrare nella Basilica.

“Nell’ordinanza varata è previsto un arrivo non ancora quantificato ma non ci aspettiamo grandi numeri. Arriveranno attraverso tutti i mezzi e abbiamo previsto delle aree di check in, come nel 2000. Prima degli arrivi – ha aggiunto – avremo un numero esatto dei pellegrini grazie alla collaborazione con l’opera pellegrinaggi”.

Il prefetto Gabrielli ha poi descritto la struttura del piano di sorveglianza dei cieli di Roma: “Al momento non ci sono situazioni tali da dispiegare sistemi di contraerea. Abbiamo individuato tre macroaree: la prima con Enav ed Enac per un’interdizione al volo, misura di carattere amministrativo: non è possibile sorvolare la Capitale durante il Giubileo. Seconda macroarea, droni e ultraleggeri: bisogna impedire che si alzino con attività di intelligence e di prevenzione. Terza area, per interferenza di un mezzo in un’area dove non doveva esserci, predisporremo un sistema di intercettamento radar a terra e un dispositivo aereo sarà sempre in volo per intercettare droni o ultraleggeri, con possibilità di abbatterlo se necessario”.

Il Prefetto ha poi sottolineato: “Nessuno nega che il nostro Paese sia un possibile obiettivo del terrorismo. Ma un conto è la minaccia, il rischio, un conto le cose che si possono verificare. Ci vuole raziocinio per distinguere tantissime notizie prive di fondamento da quelle che è importante che la gente sappia. Un accertamento in più e uno scoop in meno”.

Per quanto riguarda la sicurezza intorno al Vaticano il Prefetto ha detto che “non ci sarà nessuna zona rossa. Le zone rosse si riferiscono alle cinturazioni che vengono fatte all’esito di un evento terroristico o delittuoso, quindi attengono a fatti precisi. Per cui nel giubileo non ci sono zone rosse, potrebbero esserci se ci dovessero essere eventi precisi”.

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