El Alamein battaglia, la grande offensiva della Folgore: ecco la storia e le foto inedite

El Alamein Battaglia, una postazione controcarro della Folgore

El Alamein Battaglia, una postazione controcarro della Folgore

El Alamein battaglia, la grande offensiva della Folgore dove “mancò la fortuna, non il valore” partiva nella primavera del 1942. Ecco la storia e le foto esclusive, per celebrare il 73° anniversario, caduto il 16 ottobre.

La grande offensiva dell’Asse in Africa Settentrionale della primavera del 1942, si era arrestata di fronte al villaggio di El-Alamein, dopo una avanzata che aveva portato le forze italo tedesche alla riconquista della Cirenaica e alla penetrazione in Egitto fino a circa cento km da Alessandria.

EL ALAMEIN BATTAGLIA, LA GRANDE OFFENSIVA

In corrispondenza di El-Alamein il deserto si riduce ad una striscia di una sessantina di km, fra il Mediterraneo a nord e la depressione di Al-Quattara al sud, un torrido bassopiano salino in cui le temperature salgono fino a 50°.

Il percorso fino ad Alessandria si configurava quindi agli occhi dei difensori britannici e degli attaccanti italo-tedeschi come un “corridoio” fra il mare e questa vasta zona impercorribile ai mezzi meccanici, una strada obbligata che favoriva indiscutibilmente il difensore, togliendo alle forze dell’Asse la possibilità di manovrare attraverso il deserto per avvolgere da sud lo schieramento nemico.

Fattore questo che era stato fino ad allora la carta vincente nelle offensive del generale Rommel, appena promosso al grado di feldmaresciallo da un Hitler che, come Mussolini già immaginava di essere alla vigilia della conquista del Canale di Suez. La situazione sul campo tuttavia era meno lieta.

EL ALAMEIN BATTAGLIA, L’ARMATA È LOGORA

La travolgente avanzata fino ad El-Alamein aveva fortemente logorato l’Armata italo-tedesca, che era giunta sulle nuove posizioni molto assottigliata negli organici e con le scorte in esaurimento. Inoltre, le linee di rifornimento si erano enormemente allungate, ed i convogli dall’Italia risentivano sempre più dell’offesa aeronavale alleata.

Sarebbe stata necessaria una lunga sosta per reintegrare le scorte, sostituire i materiali e far riposare gli uomini, oltre che per riattare i porti della Cirenaica. Rommel ritenne però che i britannici si sarebbero avvantaggiati di una sosta delle operazioni per fortificarsi sulle posizioni, e decise di tentare un attacco inaspettato con le forze disponibili per il 1° luglio.

EL ALAMEIN BATTAGLIA, LE FORZE NEMICHE

Anziché attaccare come di consueto da sud verso la costa, per circondare il nemico in una sacca col mare alle spalle, Rommel ideò una manovra opposta, concentrando l’attacco lungo la costa, in direzione del villaggio stesso di El-Alamein, per poi operare una conversione da nord a sud sul retro delle forze nemiche, per spingerle verso le posizioni di artiglieria delle linee italo-tedesche.

L’attacco italo tedesco tuttavia non poté essere portato con la necessaria superiorità di mezzi per poter ottenere un rapido sfondamento. Solo dopo una giornata di combattimento la linea nemica venne intaccata dalle divisioni corazzate dell’Afrika Korps nel settore settentrionale in direzione di El-Alamein, ma già il 2 luglio il Generale Auchinleck, comandante le forze alleate, sferrava due vigorosi contrattacchi nei settori settentrionale e meridionale dello schieramento nemico, riuscendo ad arrestare l’attacco nemico.

EL ALAMEIN BATTAGLIA, L’INTERVENTO DELLE CORAZZATE

La battaglia riprese il 10 luglio e proseguì per le successive tre settimane con una serie di attacchi portati dai britannici nei settori settentrionale e centrale del fronte. Il 15 luglio i corazzati inglesi sfondavano le linee della divisione Brescia, al centro dello schieramento, e la situazione fu ristabilita solo dopo l’intervento delle riserve corazzate italo-tedesche.

Un secondo attacco fu tentato dai britannici fra il 26 e il 27 luglio nel settore della divisione Trento, ma senza successo. Quando il 31 luglio cessarono i combattimenti, i contendenti erano circa sulle stesse posizioni di un mese prima.

Entrambi avevano pagato un alto tributo di perdite, ma se i britannici potevano ripianare facilmente le perdite subite, gli italo-tedeschi avrebbero avuto da allora in poi enormi difficoltà a sostituire gli uomini e i mezzi perduti. Gli altri episodi relativi alle operazioni in Africa settentrionale saranno pubblicati nelle giornate del 26 ottobre (seconda battaglia di El Alamein) e 30 ottobre (terza battaglia di El Alamein).

EL ALAMEIN BATTAGLIA, GUARDA LE FOTO ESCLUSIVE

3^11° cr. Trieste

3^/11° cr. “Trieste”

Attacco a Tobruk

Attacco a Tobruk

Battaglia dei carri

Battaglia dei carri

Cintura difensiva di Tobruk

Cintura difensiva di Tobruk

Colonna Starace

Colonna Starace

Divisione Paracadutisti Folgore

Divisione Paracadutisti Folgore

Fanterie britanniche in attacco

Fanterie britanniche in attacco

Gli opposti schieramenti che si fronteggiarono nella battaglia di El Alamein

Gli opposti schieramenti che si fronteggiarono nella battaglia di El Alamein

Gooma, l'aiutante beduino

Gooma, l’aiutante beduino

I decorati di Medaglia d'Oro di El Alamein

I decorati di Medaglia d’Oro di El Alamein

Interni base Q. 33

Interni base Q. 33

Jeep sulle mine

Jeep sulle mine

La controaviazione

La controaviazione

Postazione controcarro Folgore

Postazione controcarro Folgore

Prigionieri inglesi

Prigionieri inglesi

Rapporto prima dell'azione

Rapporto prima dell’azione

Reggimento Fanteria Marina San Marco

Reggimento Fanteria Marina San Marco

Santo Pelliccia commemora i suoi compagni caduti in battaglia

Santo Pelliccia commemora i suoi compagni caduti in battaglia

Santo Pelliccia, classe 1923, reduce della battaglia di El Alamein

Santo Pelliccia, classe 1923, reduce della battaglia di El Alamein

Squadre di guastatori

Squadre di guastatori

Stazione ferroviaria Alamein 1942

Stazione ferroviaria Alamein 1942

Truppe in combattimento

Truppe in combattimento

Foto tratte dalla presentazione sulla battaglia di El Alamein curata dal Tenente Generale Gualtiero Stefanon.

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