Marijuana, vuoi trasformarti in “coltivatore diretto”? Ecco quello che fa per te

weedportal

Vuoi trasformarti in “coltivatore diretto”? Ecco quello che fa per te: un portale per “contadini di ganja”. Per sfuggire ai controlli.

 

Anni passati a comprare marijuana da pusher. Poi la svolta: coltivarsi la propria erba. Per risparmiare? Certo, ma soprattutto per essere più sicuro. «Volevo avere il controllo della situazione e uscire dal mercato nero», ha confessato al Daily Beast Nick (un nome di fantasia).  

UNA BREVE RICERCA ONLINE.  Dopo un’ora di accurate ricerche online Nick ha trovato in Rete quelli che, nero su bianco, erano definiti semi di ‘Big BuddhaBlue cheese’.

Misteriosi, certo, ma valeva la pena di provare. Così è partito l’ordine – un po’ complesso a detta di Nick perché prima dell’acquisto gli han chiesto carta di credito e indirizzo completo – e dopo poco è arrivato a casa un pacchetto.

Dentro una custodia bianca di un dvd con all’interno il disco e, sotto, tutto il necessario: ossia i semi.

AVVIARE LA PIANTAGIONE.Ora non restava che tentare l’impresa: trasformarsi in ‘agricoltore’ e avviare la piantagione.

In barba alla notizia del mega business scoperto dalla Dea, l’agenzia federale anti-droga degli Stati Uniti, che lo scorso agosto ha arrestato a New York la 45enne Andrea Sanderlin.

UN VERO ‘IMPERO’ VERDE.La donna aveva costruito un vero impero ‘verde’ piantando erba e alimentando un mercato miliardario attraverso siti stranieri che vendevano semi di cannabis a clienti americani. Sanderlin aveva un ‘impero’ di circa 2.800 piante per un valore di più di 3 milioni di dollari e – a detta degli agenti – avrebbe utilizzato siti come WeedPortal.com ma anche altre realtà online spesso basate nel Regno Unito e in Olanda. 

LA CHIUSURA DI SILK ROAD.  Solo a inizio ottobre le autorità statunitensi hanno chiuso Silk Road, il più conosciuto tra i siti illegali di e-commerce, nascosto e difficilmente raggiungibile, e hanno arrestato  il fondatore e proprietario del sito in una biblioteca di San Francisco: si chiama Ross William Ulbricht, ha 29 anni e online è noto come “Dread Pirate Roberts” ed è accusato di associazione a delinquere per il traffico di stupefacenti, reati informatici e riciclaggio di denaro. Ma per siti come WeedPortal.com i federali hanno le mani legate. Il motivo? Il sito opera fuori dagli Stati Uniti. Per cui l’unica possibilità sarebbe tracciare le spedizioni e le consegne dei semi di marijuana all’interno degli Stati Uniti.  

Ma ovviamente questa è una operazione ben più complessa che raramente viene portata a termine. 

VERSO LA FINE DI UN’ERA?  Secondo alcuni esperti, addirittura, l’esistenza di siti come WeedPortal.com testimoniano la fine di un’era. «Si tratta di un processo, ormai in atto, contro il quale si scontra il processo di proibizionismo della cannabis», ha sottolineato Mark Kleiman,  professore alla Ucla. E, per la prima volta, una larga fetta degli americani sembra essere d’accordo. Lo conferma anche una statistica del Pew center pubblicata ad aprile secondo cui ben il 52% degli americani concorda con questa idea.

SEQUESTRI E ARRESTI NEGLI USA.  Certo però, le statistiche sui sequestri di marijuana negli Stati Uniti sembrano dire l’opposto: secondo i dati resi noti dal Fbi nel 2012 il 48% dei più di 1 milioni di arresti per droga era legato alla cannabis.

IL SITO WEB OSCURATO.  Intanto il sito WeedPortal.com – dopo le notizie diffuse dal Daily Beast – pare essersi preso una pausa di riflessione. Almeno così sembra, visto che digitando l’indirizzo internet campeggia una scritta inequivocabile: ‘sito in mantenimento. Torniamo presto’. Forse è vero o forse nei suoi fondatori la ‘fama’ ha fatto scattare anche un piccolo campanello d’allarme. Come dire, meglio prevenire che curare. Ora non resta che attendere.