L’antitrust ferma la coca cola e multa Perfetti. Che succede?

no coca cola

La società Usa non potrà più dire nella pubblicità che la sua bibita fa bene perché contiene acqua. E c’è la multa per la Perfetti: le sue gomme non possono sostituire il dentista.

 

Chissà se fare peccato dalle colonne di Famiglia Cristiana sia davvero più grave. La Coca-Cola ci ha provato, diffondendo attraverso il settimanale cattolico un messaggio pubblicitario “con possibili profili di illegittimità” commerciale. Così scrive il Garante della Concorrenza a febbraio 2013, quando accende un faro sull’opuscolo pubblicitario dopo la segnalazione dello “Sportello del Consumatore”.

Ora il Garante porta a casa un risultato concreto. Il gigante delle bibite con le bolle rimuoverà dall’opuscolo, se verrà ripubblicato, “le informazioni nutrizionali fuorvianti, non chiare e incomplete sulla Coca-Cola e i suoi ingredienti”. Non solo. La società dirà la verità anche sul “reale valore nutrizionale” della bibita più famosa al mondo.

Ecco le cose che abbiamo letto e, per fortuna, non leggeremo più. Dall’opuscolo e da altre pubblicità andranno via le frasi che “qualificano cibi che contengono zucchero (inclusa la Coca-Cola) come sicuri e nutrienti”, ed anche i richiami a frutta e verdura, quasi queste avessero “composizioni simili alla Coca-Cola”. La comunicazione, d’ora in poi, preciserà quanto saccarosio contiene ogni lattina, ogni bottiglia; e quale sia “la dose giornaliera consigliata” di questo zucchero.

Ancora, saranno cancellate le frasi che “mettevano in risalto” nientemeno che la “comprovata sicurezza” della caffeina (uno degliingredienti della bevanda), mentre la Coca-Cola dovrà rinunciare ad un altro suo spericolato teorema. Non potrà sostenere che bere la bibita gassata fa bene perché contiene dell’acqua che, di norma, favorisce “l’idratazione del corpo umano”. E andranno depennati, infine, i riferimenti al diabete di tipo 2 perché rischiano di trasmettere ai malati l’idea che bere Coca-Cola sia “ininfluente, per loro, sotto il profilo nutrizionale”.

Il Garante della Concorrenza boccia, inoltre, una lunga tambureggiante campagna pubblicitaria che – per l’intero 2011 e fino al novembre 2012 – ha accreditato l’idea che masticare certe “gomme”, certi confetti potesse sollevarci dal lavare i denti dopo i pasti. A pagare pegno sono la Perfetti Van Melle Italia Srlus e la Perfetti Van Melle Spa, che verseranno una sanzione di 150 mila e 30 mila euro. Si tratta di una multa forte anche perché – spiega il Garante – la Perfetti Van Melle Italia Srlus è “impresa leader” del settore, fattura oltre 500 milioni l’anno, arrivando a “200 mila punti vendita nel Paese”.

I produttori possono vantare un solo valore aggiunto delle loro “gomme”, che in effetti aiutano a fermare un fattore di rischio per le carie. E cioè gli acidi della placca. Invece la loro campagna pubblicitaria si è spinta ben oltre. Accosta le “gomme” ora allo spazzolino da denti ora allo specchietto del dentista ingenerando nel consumatore la convinzione che il chewing gum possa sostituirsi al “dentifricio”. E alcuni slogan (“dalla mattina alla sera, quando non c’è lo spazzolino, c’è Daygum Protex”) non hanno risparmiato messaggi fuorvianti – constata il Garante – finanche ai nostri bambini.