Gli 8 effetti della marijuana sulla pelle che dovresti conoscere prima di fumare

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Che la marijuana faccia o meno bene alla salute è un tema molto dibattuto. E’ assodato ormai l’uso che se ne fa anche in campo medico e farmaceutico. Ma quali sono i suoi effetti sulla pelle? Ecco 8 effetti che dovresti conoscere prima di fumare.

 

L’Huffington Post statunitense l’ha chiesto a due dermatologi di New York e in effetti i risultati dell’indagine sono piuttosto sorprendenti. Ad esempio: sapevate che il tetraidrocannabinolo (TCH) il più potente componente della cannabis, aumenta i livelli di testosterone nel corpo? Al momento del consumo di marijuana non è possibile accorgersene immediatamente, ma nel lungo periodo i maggiori livelli di testosterone nell’organismo possono aumentare la produzione di sebo e portare alla comparsa dell’acne sulla pelle. Senza contare che potrebbe causare anche la perdita dei capelli, ma la crescita di peli superflui su altre parti del corpo.

Un’altra cosa a cui prestare attenzione? A non mangiare cibi ad alto contenuto glicemico mentre si fuma, che favoriscono la produzione di acne. Inoltre, il fumo può portare a un invecchiamento precoce della pelle. Questi idrocarburi (stesse sostanze presenti anche nelle sigarette) possono inibire le cellule che sono le principali responsabili per la produzione di nuovo collagene. Risultato: esporre la pelle al fumo di marijuana può farla invecchiare più rapidamente. Questo secondo alcune ricerche scientifiche.

Secondo altre, invece, anche se il THC può causare un aumento dei livelli di testosterone, pare che agisca anche come un agente anti- infiammatorio e antiossidante. Così alcuni studi hanno dimostrato che il THC stesso ha proprietà anti-invecchiamento (e antiossidanti, che neutralizzano gli effetti dannosi delle particelle di ossigeno dei radicali liberi). Tanto che in ambito medico un consumo moderato di erba viene paragonato al bere un bicchiere di vino rosso. Che, com’è noto, “fa salute”.

E non è finita. Perché nel nostro cervello sono presenti dei ricettori di TCH, il che significa che i cannabinoidi non sono estranei al nostro sistema. Questi recettori di THC portano a un aumento della produzione di neurotrasmettitori, come la serotonina, che ci fanno sentire meglio. In effetti, i neuroscienziati che hanno esaminato il legame tra cannabis e depressione hanno scoperto che basse dosi di THC sono associate ad un calo di sintomi depressivi . Ma è importante notare che una dose troppo alta potrebbe produrre l’effetto contrario. Per finire recenti studi hanno dimostrato che i cannabinoidi possono essere usati per il trattamento di malattie infiammatorie della pelle (anche se queste ricerche sono state condotte sui topi, non sulle persone).