LORSIGNORI/ Uomini e bandiere rosse

di Fortebraccio

La nostra personale idea, era di dedicare la nota odierna al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale bandiere-rosseitaliana, recentemente intervenuto a Frascati alla “summer school” della Fondazione Magna Carta, una dependance del Pdl travestita da cenacolo intellettuale. All’alto prelato, una specie di Gianni Letta vaticano, incline alla pompa e allergico al sorriso (per capirci, l’esatto contrario del nostro preferito, don Andrea Gallo da Genova) eravamo intenzionati a indirizzare questo nostro scritto quotidiano, quando è invece arrivata la notizia di un gruppo di sindacalisti che aveva occupato, a Milano, Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa. Vinti da uno struggente senso di nostalgia, la notizia ci ha riportati al tempo de L’Unità, al Partito Comunista, all’elite per la quale abbiamo deciso di scrivere: i metalmeccanici. Ed è a questi ultimi, che stamane scenderanno in piazza con i compagni sindacalisti della CGIL, che oggi vogliamo rendere omaggio. Ci scrisse molto tempo fa, eravamo negli anni ’70, un giovane seminarista che ci confidò il suo travaglio interiore. Credeva, quello che adesso sarà un uomo avanti negli anni, in due cose: in Dio e negli operai. Che fare? Questa la sua domanda. “Scelga caro amico, scelga, sia sacerdote, se a questa missione si sente chiamato – gli rispondemmo ma stia dalla parte dei comunisti. Chi dice che vi è contraddizione, vuole salvare l’argenteria”. Il cielo preferisce gli animosi e i pugnaci e se Dio, come diceva quel vecchio film, ha bisogno degli uomini, ha anche bisogno delle bandiere rosse”. A distanza di molti anni da allora il tempo non è cambiato. Il cardinale Bagnasco, un principe del clero, parlando davanti a Quagliariello e Gasparri, due principi della zolla, ha detto che la Chiesa “ha il dovere di parlare affinché la società non diventi dei forti e dei furbi”, ma in realtà pensava al golf e all’argenteria. E’ per questo che Fortebraccio, oggi, dalla sua residenza di San Giorgio di Piano vicino Bologna, idealmente marcia come in un tempo indimenticabile assieme ai compagni operai e metalmeccanici della CGIL. Perché se è ancora vero che oggi certa Chiesa difende l’argenteria, è altrettanto vero Dio, ancora oggi, come in quel vecchio film, ha bisogno di due cose: degli uomini e delle bandiere rosse.

 

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