LORSIGNORI/ Silenzio, parla Maciste!

di Fortebraccio

“Nella veste di Coordinatore Regionale del PdL, primo partito in Regione con il 20% dei consensi, dedico questa vittoriadi_giacomo_diabolico_def al nostro Presidente Silvio Berlusconi e al nuovo segretario Politico Nazionale Angelino Alfano, che inaugura così nel migliore dei modi il suo nuovo incarico”. Questa surreale dichiarazione, che i lettori attribuiranno al repertorio di qualche comico,  la si deve invece alla faccia infarinata e candida del senatore Maciste Del Nulla, un Ridolini del pensiero politico conosciuto a Roma con lo pseudonimo di Ulisse Di Giacomo. La vittoria in questione sarebbe quella del berlusconiano Michele Iorio alle recenti elezioni regionali del Molise, un successo che  il senatore Maciste  definisce “entusiasmante” secondo una nota diffusa lo scorso 18 ottobre dall’AGENPARL, l’agenzia giornalistica specializzata in notizie parlamentari. Ora, noi comprendiamo in quale grande fortuna vivano quasi tutti gli italiani, immuni come sono alle dichiarazioni di questo Carnera della barzelletta, ma al tempo stesso percepiamo invece in quale angoscia vivano i molisani, condannati come sono alle esternazioni di questo senatore Del Nulla indebitamente sottratto all’ippica e alla corsa campestre. Quella che viene contrabbandata come una “entusiasmante vittoria”, è in realtà un risultato miserrimo conseguito sul filo di lana e in odore di errori talmente marchiani da poterlo non solo annullare ma, addirittura, sovvertire. Secondo i dati al momento disponibili, l’entusiasmante vittoria equivarrebbe ad uno scarto di circa 1500 voti, un “insegnamento che viene dal Molise al mondo politico nazionale” – Maciste dixit – secondo il quale “quando ci si presenta uniti agli elettori con una coalizione che fa riferimento al PPE, con candidati credibili e capaci e con un programma rivolto alle necessità del territorio, i cittadini scelgono il PdL e non avventurieri dell’ultima ora”. Che dire? Non vi pare che questo senatore minore come comico sia invece un maggiore capace di rivaleggiare con Stanlio e Ollio e i fratelli Marx? Egli, come non sospettereste mai, non solo è un peso massimo del cabaret ma anche un divo dell’algebra. Sempre all’AGENPARL ha dichiarato: “In Molise la sinistra non esiste più, ridotta com’è ad un misero 39%, contro il 57% dello schieramento dei moderati”. Ora, noi leggiamo dal sito del Ministero dell’Interno che “lo schieramento dei moderati”, quello “credibile”, “capace” e che fa “riferimento al PPE”, in Molise si è fermato al 47% circa, esattamente dieci punti sotto al 57% propalato dal matematico Del Nulla, una Wanda Osiris del pallottoliere che al colmo della frivolezza arriva a dedicare la vittoria (oltre che ad Alfano) anche a Berlusconi, il grande trapassato delle elezioni molisane. Silvio La Gnocca, lo diciamo a beneficio degli italiani (e Archimede lo sa benissimo) è stato il fantasma della recente campagna elettorale. In Molise non solo non s’è visto ma nessuno ce lo ha mai invitato e tantomeno voluto, a partire dal Prostaferesi della battuta che ora gli dedica l’ “entusiasmante vittoria”.  È proprio vero, ai pidiellini potranno un giorno mancare i voti e i seggi ma due cose, statene certi, non mancheranno mai: le barzellette e la vergogna.


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